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La polizia arresta due marocchini grossisti di droga | Video

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GENOVA. 18 LUG. La polizia di Genova, nell’ambito delle attività di contrasto allo spaccio delle sostanze stupefacenti, nei giorni scorsi ha arrestato due marocchini di 29 e 35 anni, attivi come fornitori dei pusher operanti nel centro storico cittadino, per il reato di spaccio di sostanze stupefacenti. Ai grossisti della droga sono stati sequestrati 15 chili di hashish e mezzo chilo di cocaina.

Le indagini, condotte dagli investigatori del Commissariato Pré, hanno consentito di individuare i due immigrati che, pur essendo da qualche tempo in Italia privi di permesso di soggiorno, erano riusciti ad eludere i controlli da parte delle forze dell’ordine ed a rimanere quasi invisibili, nonostante i loro illeciti fossero particolarmente remunerativi.

I nordafricani arrestati apparivano perfettamente integrati negli usi e nei costumi dei giovani italiani, fatto che, secondo la polizia, permetteva loro di avere molte amicizie non solo fra i connazionali, ma anche con dei genovesi.


I grossisti della droga lavoravano con diverse qualità di stupefacenti, in particolare rilevanti quantità di hashish e carichi importanti di cocaina. Per risultare “puliti” ad ogni eventuale controllo si avvalevano di collaboratori che trasportavano la droga, pur essendo gli unici depositari dei quantitativi di stupefacente sempre nelle loro disponibilità.

Gli agenti del Commissariato Prè hanno così avviato un’indagine svolta alla “vecchia maniera”, senza presidi tecnologici, seguendoli passo passo fin dove fosse possibile ed abbandonando il pedinamento solo al minimo rischio di essere notati.

Questa attività, proseguita per alcune settimane con servizi serali e notturni, ha permesso di arrivare “all’imbosco” dei circa 15 chili di hashish, suddiviso in confezioni di “piastre” o di “ovuli”, detenuti da Moukim Jawad, di 35 anni.

Il marocchino, dimorante nella zona di Oregina, si recava quotidianamente al nascondiglio della droga, per prelevare le dosi e quindi effettuare le consegne. Per questo utilizzava i mezzi pubblici, salendo e scendendo da diversi autobus e cambiando direzione improvvisamente.

Tuttavia, gli agenti sono stati abili da riuscire, martedì scorso, a seguirlo fino a Via Mura di S. Bartolomeo dove, nelle adiacenze del Castello McKenzie aveva parcheggiato regolarmente un vecchio furgone, all’interno del quale custodiva un trolley ed alcuni sacchetti con l’hashish.

La chiave del veicolo è stata trovata in possesso dell’arrestato che, di tanto in tanto, lo spostava così da non destare sospetti.

Contemporaneamente, i poliziotti sono stati impegnati col secondo spacciatore di hashish e cocaina, Barhami Mahdi, di 29 anni.

Il giovane, particolarmente integrato nel tessuto sociale della zona delle Erbe, vendeva sostanza stupefacente spostandosi a piedi nell’area compresa tra Via S.Lorenzo, Via Giustiniani e Canneto. Il suo modo di lavorare ha creato difficoltà agli agenti che, in diverse occasioni, sono stati notati dal 29enne o da suoi connazionali “sentinelle della droga” che immediatamente lo avvisavano dei pedinamenti.

Nel pomeriggio di giovedì, all’ennesimo servizio, gli investigatori hanno intercettato il marocchino e hanno eseguito una perquisizione nella sua abitazione, dove sono stati sequestrati una decina di grammi di hashish e, sulla sua persona, un mazzo di chiavi, che lo straniero ha sostenuto di avere trovato per strada.

I poliziotti hanno provate le chiavi su tutti i portoni delle vie e dei vicoli dove lo spacciatore arrestato era stato notato transitare e fermarsi nelle precedenti giornate.

In Via Canneto il Lungo, una delle chiavi ha aperto il portone e, al primo piano del civico, un appartamento in stato di abbandono.

Tra materiale edile, detriti e quant’altro depositato disordinatamente, all’occhio dei poliziotti non sono sfuggiti diversi involucri tipici della custodia dei panetti di droga, purtroppo già vuoti.

La ricerca è proseguita fino a trovare all’interno di una “cuffa”, sotto il materiale di risulta, una confezione contenete circa mezzo chilo di cocaina. Sequestrati inoltre diversi sacchetti contenenti sostanza da taglio e la somma di 3000 euro, provento dell’attività illecita.

 

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