La piana di Albenga oggetto di studi

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La piana di Albenga
La piana di Albenga
La piana di Albenga

SAVONA. 18 GEN. Prende il via oggi una interessante iniziativa culturale che viene proposta ad Albenga dalla sezione Ingauna dell’Istituto Internazionale di Studi Liguri, in collaborazione con l’Istituto agrario I.P.S.A.A. “D. Aicardi” di Albenga. Nell’ ambito delle celebrazioni per il trentennale della fondazione dell’Istituto di studi liguri si è voluto infatti iniziare a tracciare, attraverso una serie di lezioni ed interventi, la storia, la conoscenza e la divulgazione del ruolo di primo piano svolto dalla tradizionale agricoltura albenganese negli ultimi secoli.

Alcuni soci e ricercatori della sezione dell’Istituto Internazionale di Studi Liguri incontreranno gli alunni della classe quinta per affrontare diversi argomenti inerenti la storia del territorio e lo sviluppo dell’attività agricola albenganese.

Il Professor Bruno Schivo (docente di italiano e storia presso l’Istituto agrario e ricercatore dell’ IISL) sarà oggi il relatore del primo incontro: il tema illustrato sarà “La deviazione del corso del fiume Centa e le sue conseguenze sulla piana ingauna”.

 

Nelle settimane successive, ci sarà un incontro con la dottoressa Sandra Berriolo (ricercatore IISL) e l’Agrotecnico Luca Lanzalaco (imprenditore agricolo, segretario dell’IILS ed ex-alunno della scuola), in cui verrà affrontato il tema della storia dell’agricoltura nell’Ottocento e nel Novecento.

A conclusione dell’iniziativa si svolgerà una visita all’Archivio Storico ingauno, guidata dalla dottoressa Josepha Costa Restagno, (direttore dell’ archivio storico ingauno). Qui gli alunni avranno la possibilità di visionare i documenti e le carte da cui sono state estrapolate le notizie esposte negli incontri.

“ Il progetto- dicono gli organizzatori- fortemente voluto dall’

istituto agrario, mira ad avvicinare gli alunni al territorio, su cui molti saranno un giorno presenti come tecnici o agricoltori, per far sì che possano meglio conoscere e comprendere un ambiente complesso e ricco di storia come quello albenganese”.
CLAUDIO ALMANZI

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