LA PERSONALE DI LUCA STUROLO ALLE ERBE

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pluca sturolo ada piazza delle erbe

pluca sturolo ada piazza delle erbeGENOVA. 17 GIU. Ada un sorriso riflesso anzi il riflesso di un sorriso immortalato da una fotografia appesa al muro in un locale di piazza delle erbe.

Guardano bene si scorgono però tratti non propri di una fotografia ma decisamente congegnali ad un pennello e allora capisci che si tratta di un bellissimo quadro ad olio che come in un continuo gioco di rimandi ritrae una fotografia che ferma un riflesso; ed è come quando da bambini ci fermavamo stupiti davanti al gioco infinito di due specchi contrapposti, che annullavano il tempo stesso rendendolo infinito.

In questo quadro ci sono volti sfuggenti ombre, ma è il sorriso degli occhi di Ada che tiene insieme la composizione, la tiene insieme perché è centro e quindi perno.

 

Dal sorriso di Ada mi muovo incuriosito per capire se anche le altre cornici che intravedo e che sono appese alle pareti, contengono sorprese suggestioni o il nulla.

C’è il mare, la Liguria il suo perdere i contorni durante le mareggiate o abbagliata da un riflesso, il rarefatto e labile contorno delle cose che si affacciano sul mare, c’è Oltremare altro quadro pieno di sorprese, abilità e intelligenza della raffigurazione, dove la “pellicola sovra esposta” erode i contorni, dove la quantità di luce è traboccante e dove l’ increspature dell’acqua sono magistrali colpi di pennello a descrivere un attimo chissà se mai veramente esistito.

Luca Sturolo, cioè il vero colpevole di queste illusioni, ha allestito la sua personale in questo locale di Piazza delle Erbe dove un tempo al posto delle bottiglie trovavano dimora, generose pagine ricche di racconti, dove i cercatori di libri potevano perdersi per ore e dove oggi grazie ai proprietari, si possono ancora assaporare momenti di piacevole incantamento, dove la delicata visione di Sturolo ben si addice ad un luogo che non molto tempo fa viveva di un’altro tipo di linguaggio e di altra Arte.

Altri quadri di svariate dimensioni e dalle cromie sorprendenti si susseguono legandosi gli uni agli altri, come i riflessi del mare si rincorrono sull’ increspatura delle onde e dove questi quadri ben raffigurano trasmettendolo, quel senso di quel mare “che si muove anche di notte e non sta fermo mai ” che tutti noi “ abitanti marini” sentiamo e viviamo ogni giorno.

Molti dei dipinti presenti in questa personale posseggono quell’atmosfera di imminente, di attimo quasi fermato, di quel tipo di messa a fuoco fotografica che, centra l’obbiettivo su di un punto e lascia rarefatto tutto il resto dell’immagine, che diventa un luogo fantastico e non raggiungibile.

Marco Sinesi

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