La parola agli ingegneri

0
CONDIVIDI
Gli ingegneri e la riqualificazione urbana
Gli ingegneri e la riqualificazione urbana
Gli ingegneri e la riqualificazione urbana

GENOVA. 9 DIC. Gli Ingegneri sono tecnici, e per questo hanno una visione che separa la sostanza dalla retorica di qualunque origine, senza badare agli schieramenti politici e senza paura di andare contro gli interessi di chicchessia. Lo hanno sempre fatto, rivendicando la loro indipendenza e imparzialità di giudizio, specialmente quanto si tratta di materie di loro competenza.

Ecco come si pronuncia l’Ing. Maurizio Michelini Presidente della Federazione Regionale degli Ordini degli Ingegneri della Liguria riguardo il disegno di Legge proposto dalla Giunta regionale sulle  finalità del “piano casa”: riqualificare il patrimonio edilizio degradato, offrendo metri cubi di ampliamento in cambio di migliori prestazioni.

“ Il disegno di Legge proposto dalla Giunta regionale costituisce un passo in avanti in questa direzione, mettendo al riparo dal vuoto che verrebbe a crearsi con la scadenza a fine anno dell’attuale norma e la diretta applicazione delle disposizioni nazionali, molto più invasive. Ma noi Ingegneri vorremmo di più: favorire interventi estesi a interi complessi immobiliari di bassa qualità edilizia (tipicamente anni ‘60-’70), così da aumentare le prestazioni antincendio, antisismiche, energetiche e architettoniche secondo i più avanzati standard tecnologici, a costo zero e senza nuovo “consumo” di suolo.

 

Come? Accogliendo le nostre proposte, una delle quali  prevede l’aggiunta del nuovo articolo 7-ter, per favorire al massimo gli interventi senza “consumo” di nuovo suolo o, addirittura, che restituiscono alla natura una parte di quello già “consumato”.

In questi casi, la norma incentivante deve poter essere applicata agli edifici di qualsiasi grandezza, consentendo ampliamenti maggiori rispetto a quelli normalmente previsti, così da rendere economicamente sostenibile l’operazione immobiliare. Appare ovvio che, se ci sono solo benefici ambientali senza controindicazioni, non ha senso porre limiti alla norma; anzi, più la si applica e meglio è. Occorre la massima salvaguardia per i centri storici e le aree tutelate o tutelabili da strumenti che il piano casa non può derogare. Altrove, però, che sia libera e incentivata l’espressione dell’Architettura e dell’Ingegneria di qualità.

Del resto – continua Michelini –  le proposte di oggi sono le medesime che gli Ingegneri hanno sempre sostenuto . D’altronde, è meglio avere un edificio pericoloso che cade a pezzi o consentire di demolirlo e ricostruirlo un po’ più grande e in regola con gli standard più avanzati? E’ meglio mantenere in vita un edificio energivoro o consentire di ampliarlo e renderlo ad energia quasi zero? Ogni scelta ha benefici e costi, ripercussioni positive e negative, ma non scegliere è peggio. Tutto sta nel trovare un equilibrio tra interessi da tutelare e obiettivi da raggiungere.”

FRANCESCA CAMPONERO

LASCIA UN COMMENTO