La Parmalat non prenderà più il latte dal nostro entroterra

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LA Parmalat non prenderà più il latte dalle nostre valli
LA Parmalat non prenderà più il latte dal nostro entroterra
LA Parmalat non prenderà più il latte dal nostro entroterra

GENOVA. 10 APR. Parmalat, di proprietà della multinazionale Lactalis, ha assunto la decisione di non approvvigionarsi più dagli allevatori del nostro entroterra.

Tale decisione colpisce duramente un settore importante dell’economia metropolitana.

L’agricoltura e l’allevamento costituiscono un presidio fondamentale nel nostro territorio, essenziale per garantirne la vita, lo sviluppo e la sicurezza ambientale.

 

“L’azienda, anche contraddicendo rassicurazioni del passato – hanno spiegato dal Comune di Genova – ignora le conseguenze sociali ed economiche delle proprie scelte sul nostro territorio. Le istituzioni sono chiamate a fare quanto possibile perché questa decisione sia riconsiderata. La strada principale per difendere i nostri allevatori, la nostra agricoltura e i prodotti pregiati della nostra terra non può che essere quella di valorizzarne la tipicità, la qualità e l’origine, promuovendo filiere corte dal produttore al consumatore”.

Dalla Città metropolitana e dal Comune di Genova arrivano le rassicurazioni d’impegno per gli agricoltori e “si augura di poter agire in sintonia con la Regione e i Comuni dell’area metropolitana”.

“Nell’immediato, la Città metropolitana d’intesa con il Comune di Genova, insieme ai Comuni, ai Municipi e alle associazioni di categoria, cercherà di individuare forme straordinarie di commercializzazione del latte da parte dei produttori. Sarebbe economicamente e moralmente inaccettabile lo spreco di latte invenduto.”

53 COMMENTI

    • Boicottare i prodotti Oro e Parmalat significa mandare a casa più di 60 autisti genovesi che distribuiscono il latte oro e parmalat a genova e provincia…esistono anche loro e le loro famiglie!!!

    • Alex Bettucchi Se andiamo a vedere i vecchi articoli dei quotidiani le risposte vengono fuori facilmente.
      Nei primi anni 90 la centrale aveva un passivo enorme che pesava sulle casse del comune (5 miliardi all’anno), il comune (guidato da Merlo del PSDI, giunta di c-sx molto allargato) la mise in vendita, l’IRI (scelta preferita dai socialisti) inizialmente si aggiudicò l’Amlat offrendo 20 miliardi, ma poi la Parmalat di Tanzi (scelta sponsorizzata dalla DC), in periodo di forte espansione, nell’ambito delle “privatizzazioni” rilanciò e l’acquisì (non ho trovato la cifra finale).

    • E’ il primo commento realmente corretto che leggo. Inutile lamentarsi della Parmalat, piuttosto è stato folle che una città come Genova rinunciasse ad avere una propria centrale del latte.

    • Aggiungo anche che il comune al tempo aveva comunque venduto a Parmalat la centrale del latte con il vincolo di mantenere livelli occupazionali e retributivi, oltre al mantenimento del centro di rpoduzione a Genova. Un centinaio di dipendenti (che evidentemente erano considerati a rischio esubero in caso di vendita) erano stati direttamente assunti dal comune stesso.

      Poi è arrivato il crack della Parlmalat ed il resto è storia recente…

  1. non prenderemo più il loro latte! lo dobbiamo fare, se no le multinazionali faranno chiudere tutti gli allevamenti italiani e ci ritroveremo a mangiare schifezze straniere con il marchio italiano, e pensare che quando la Parmalat stava fallendo molti italiani comprarono il loro prodotti per aiutare l’azienda, per poi vedercela portare via dai francesi, con la complicità del governo italiano; che schifo.

    • Si era già detta la stessa cosa al momento della chiusura della centrale, un paio di anni fa. Non mi pare che questo tipo di protesta abbia più di tanto turbato la Parmalat.

  2. Sarebbe utile mobilitare almeno i media locali …. Non si pretende una ” crociata ” contro la multinazionale ma almeno una presa di posizione decisa !!!! A meno che non siano venduti pure loro !!!

  3. ….Piuttosto che bere Parmalat d’ora in poi berro’…piuttosto…grappa!!!!!!Grazie Parmalat!!!!Detto questo….i ns.politici locali….?!?!?!le ns.Istituzioni liguri?!?!?!?! …….l’ultimo dei loro pensieri ,forse,e’ mantenere anzi far crescere….lo sviluppo della citta’……Tristezza.

  4. Da quando Parmalat,Galbani, Invernizzi sono diventati francesi anche se marchio italiano con compro più loro prodotti. Il latte ed i formaggi li compro in cascina – 1 litro e mezzo di latte lo pago solo 1 euro – al contadino gli danno 25 cent. – UN VERO SCHIFO – Non bisognerebbe comprare neanche il latte di marca che al super viene fatto pagare 1 euro e 40/50 cent.al cliente ma come detto sopra al contadino cosa danno???

    • Io il latte lo compro dal contadino – mi costa solo 1 euro un litro e mezzo quindi pochissimo, Oppure compro quello della Padana che cosa solo 0,78 al litro. Ad ogni modo dal Piemonte arriveranno aiuti per la Liguria

    • Io il latte lo compro dal contadino e mi costa solo 1 euro ma 1litro e mezzo oppure compro quello della Padana che costa solo 0,78 al litro. Ad ogni modo sembra arrivino aiuti da latterie Piemonte che compreranno loro il latte Ligure. Questo governo di m…non difende i nostri produttori. Ma loro cosa mangiano?

  5. prendiamo il latte direttamente dai distributori automatici di latte crudo sparsi nel territorio e aperti 24 ore su 24,il latte arriva direttamente dal produttore al consumatore e sempre fresco di giornata.

  6. ma perchè esistono ancora sti merdosi truffatori, non hanno fatto che solo male sul territorio nazionale , rubando famiglie oneste e contributi regionali e nazionali..Prima fallite e meglio è

  7. E l’Invernizzi e la Galbani di Melzo? Anche loro vendute…MA ITALIANI NON CI SONO CHECOPMPRANO I NOSTRI MARCHI? eppure abbiamo un sacco di imprenditori RICCHI!!!

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