La nuova opera lirica arriva da Pechino

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Il ragazzo del risciò
Il ragazzo del risciò
Il ragazzo del risciò

GENOVA. 28 SET. “L’opera lirica è la nostra cultura – dice in conferenza stampa al Carlo Felice, il direttore della rivista Opera Sabino Lenoci – l’Italia non è solo moda e calcio. E questa nostra forma di cultura è arrivata anche in oriente, in Cina, dove sta avendo sempre più successo” . Il Centro Nazionale Cinese per le Arti Sceniche di Pechino è una struttura di grande livello, realizzata dal governo cinese per diffondere la cultura a beneficio del pubblico, un’imponente costruzione dedicata alle arti dello spettacolo, attualmente la più grande in scala mondiale che mette in scena Opera, Balletto, Sinfonica, Musica popolare, Musica da Camera, Prosa , Recital, portando in giro per il mondo le sue straordinarie produzioni. Una di queste arriva qui a Genova mercoledì 30 settembre alle ore 20.30, al Teatro Carlo Felice, ed è Il ragazzo del risciò (Luotuo Xiangze), opera commissionata dal National Centre for the Performing Arts di Pechino al compositore Guo Wenjing ed eseguita in prima mondiale a Pechino il 25 giugno 2014 nell’ambito del 2014 NCPA World Opera Forum. Il Tour Italiano andata in scena in prima europea il 23 settembre 2015 al Teatro Regio di Torino, ha proseguito il 26 settembre all’Auditorium Verdi di Milano, il 27 settembre all’Auditorium Paganini di Parma e dopo la recita del 30 settembre al Teatro Carlo Felice, si concluderà il 4 e 5 ottobre al Teatro dell’Opera di Firenze. La Prof.ssa Stafutti, direttore dell’Istituto Italiano di Cultura a Pechino, parla di un’operazione complessa che mette in comunicazione le varie culture: ”Oramai nessuno fa più nulla da solo, dice la direttrice, lavorare insieme significa consentire alla nostra musica e alle nostre maestranze di avere un palcoscenico in più. Le tradizioni hanno bisogno di linfa vitale che le rigenerino . Le tradizioni culturali devono contaminarsi per andare avanti. La Cina investe molto in cultura e fa il bene di tutti, tenendo anche alto il nome dell’Italia in questo senso”. Ma venendo all’opera in programma mercoledì prossimo è nata da un testo degli anni’30 di di Lao She (1899-1966), uno dei massimi rappresentanti della letteratura cinese moderna, un autore sui generis, libero e morto suicida nella rivoluzione culturale. E’ la storia tragica di un tiratore di risciò che vorrebbe acquistare il suo risciò che ha solo in affitto, ma le vicende della vita gli impediscono questo raggiungimento. Autore della partitura è il compositore Guo Wenjing, nato a Sichuan nel 1956, ha studiato presso il Conservatorio di Pechino decidendo, a differenza di altri suoi illustri colleghi quali Tan Dun, Chen Yi o Zhou Long, di vivere e lavorare in Cina. Nel Ragazzo del risciò, opera cantata in cinese con sopratitoli in italiano, il compositore mescola abilmente il belcanto con la vocalità cinese, tecniche di composizione occidentale e sonorità tipiche della musica tradizionale, dando vita a una originalissima voce nel panorama dell’opera. Il cast impegnato vanterà la presenza di Han Peng, tenore (nel ruolo di Xiang Zi); Sun Xiuwei, soprano (Hu Niu); Song Yuanming, soprano (Xiao Fuzi); Tian Haojiang, basso (Liu Siye); Sun Li, baritono (Er Qiangzi) e Liang Yufeng, tenore (Sun Paizhang). L’Orchestra e il Coro China National Centre for the Performing Arts saranno diretti da Zhang Guoyong. Regia e scene di Yi Liming, costumi di A’kuan e luci di Wang Qi. FRANCESCA CAMPONERO

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