La nave da ricerca Astrea a Bergeggi. Un mare ricco di biodiversità

0
CONDIVIDI
Il corallo Dendrophyllia cornigera
Il corallo Dendrophyllia cornigera
Il corallo Dendrophyllia cornigera

SAVONA. 26 AGO. L’Ispra conferma, tra Vado Ligure e Noli la biodiversità fa brillare il mar Ligure.
Nel mese di agosto, la nave da ricerca ASTREA dell’ISPRA ha solcato le acque bergeggine, portando avanti una serie di indagini sull’ambiente marino protetto dall’AMP e del Sito di Interesse Comunitario (SIC) Fondali Noli-Bergeggi.
In particolare, lo staff dell’Astrea ha completato la mappatura dei fondali dell’AMP e degli ambienti limitrofi tramite l’uso di uno strumento, il sonar multibeam, che permette di predisporre dettagliate mappe tridimensionali dei fondali, e ha esplorato diverse aree tra i 30 ed i 130 metri di profondità tramite il ROV, un robot filoguidato dotato di videocamera, macchina fotografica, ed un braccetto manipolatore per prendere campioni. Tra le scoperte più importanti, un tratto di fondale , ad un centinaio di metri di profondità tra Bergeggi e Vado Ligure, che ricorda un prato fiorito, perché densamente popolato da Sabella pavonina, e la presenza di Funiculina quadrangolaris: si tratta di una pennatula (corallo tipico di fondi mobili) decisamente rara, al punto che è inclusa nella Lista Rossa della IUCN (International Union for the Conservation of Nature) come specie a rischio di estinzione. È stata scovata a circa 120 metri di profondità in pieno centro del “Golfo dell’Isola”, e rappresenta il cinquantesimo antozoo (gruppo che comprende coralli, gorgonie e anemoni di mare, tra gli altri) scoperto in zona sui 117 noti per tutta Italia, mostrando come le acque comprese tra Vado e Noli celino una biodiversità davvero impressionante! Durante le ricerche è stato recuperato anche un campione di un corallo molle del genere Alcyonium, che potrebbe rappresentare un ulteriore nuovo antozoo per l’area. Il ROV è poi tornato sullo Scoglio del Mantice, dove già l’Ispra aveva scoperto, pochi anni fa, la presenza del corallo giallo, Dendrophyllia cornigera, che estendendosi da circa 120 fino ad 82 metri di profondità, rappresenta il record più superficiale di questa specie nel Mar Mediterraneo; le nuove prospezioni hanno mostrato un’estensione ed una densità di questo corallo perfino più importanti di quanto non osservato in precedenza.

Il laboratorio all'interno della nave Astrea dell'Ispra
Il laboratorio all’interno della nave Astrea dell’Ispra

L’Astrea ha poi proseguito la navigazione verso il confine con la Francia, ma le mappe e le riprese video effettuate in zona hanno portato a nuove importanti scoperte e rappresenteranno un importante strumento per affinare i regimi di gestione del territorio, allo scopo di proteggere al meglio il mare di Bergeggi, e renderne fruibili le sue ricchezze in modo sempre più ecocompatibile.
Non si può proteggere ciò che non si conosce. Un’affermazione piuttosto ovvia ma che si scontra spesso con la realtà quando si parla di mare: dell’ambiente marino, delle sue dinamiche e dei suoi abitanti conosciamo ancora relativamente poco, e ciò rende ovviamente molto complesso tutelarne la biodiversità e amministrarne al meglio le risorse. L’Area Marina Protetta (AMP) “Isola di Bergeggi” sta lavorando molto bene, e numerosi monitoraggi stanno mostrando scientificamente ciò che i fruitori, come pescatori o subacquei, ma anche semplici bagnanti, hanno osservato personalmente: il fondale è in ottime condizioni, e i pesci, soprattutto quelli di interesse commerciale, sono abbondanti e di grande taglia. Ciononostante, la conoscenza dell’area di mare compresa tra Vado Ligure e Capo Noli è ancora incompleta, e questo può ostacolare la tutela di tutta la zona.
La perenne scarsità delle risorse destinate alla ricerca, agli studi e ai monitoraggi produce però, come effetto positivo, la necessità di sinergie fra gli Enti pubblici al fine di sfruttare al meglio le risorse esistenti. Nell’ambito del nuovo e ambizioso programma di monitoraggio richiesto per l’attuazione della Direttiva quadro europea per la Strategia Marina, finanziato dal Ministero Ambiente, l’Agenzia Regionale per la protezione dell’Ambiente Ligure (ARPAL) ha affidato all’Istituto Superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA) e al Dipartimento per le Scienze del Territorio, dell’Ambiente e della Vita dell’Università di Genova (DISTAV) uno studio sugli habitat di pregio nel Mar Ligure, incentrato su alcune aree di interesse, scelte in accordo con Regione Liguria.
In anni di crescente difficoltà economica, una campagna come quella ligure, che mette insieme Enti gestori (AMP e Regione) con l’ente di monitoraggio e controllo (ARPAL) ed Enti di ricerca ( ISPRA e DISTAV) rappresenta un esempio- purtroppo raro- di collaborazione illuminata e virtuosa, che permette notevoli avanzamenti di conoscenza valorizzando al meglio l’impiego delle risorse pubbliche.

LASCIA UN COMMENTO