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La moglie trova il marito impiccato e dal dolore si uccide. Era di Camogli

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Si impicca alla trave della falegnameria

SAN MARINO. 29 MAG. Duplice tragedia per la morte di una donna di 48 anni e del suo consorte dell’età di 60 anni. La moglie entra nella falegnameria del marito e trova il coniuge impiccato ad una trave del proprio laboratorio.

Disperata, chiede aiuto ai vicini e alle forze dell’ordine e si ingegna per liberare il collo del consorte dal cappio, ma ogni sforzo è vano perché l’uomo è spirato da qualche tempo.

Nel frattempo, arrivano i militari dell’Arma per fare le indagini di rito. La donna, in un gesto estremo, afferra la pistola dalla fondina del poliziotto e si spara un colpo mortale al torace.


Il fatto e la terribile scoperta è avvenuta verso le 12 di venerdì scorso a castello di Domagnano, a San Marino.

Il padre e la sorella della donna, che vivono a Camogli, appena avvertiti della tragedia, sono partiti per San Marino per le rituali operazioni burocratiche.

Sulla dinamica indagano la gendarmeria e il tribunale sammarinese. E’ intervenuto per il sopralluogo il commissario della legge di turno, Simon Luca Morsiani, per verificare, tra l’altro, se la pistola del militare avesse o meno la sicura.

Secondo un testimone, tra la donna e la guardia c’è stata una colluttazione, con lei che ha avuto la meglio. Desolazione e dolore per la donna  che da tempo si era trasferita da Camogli alla Repubblica di San Marino dove viveva col marito. ABov

 

4 COMMENTI

    • Gent.ma Favalessa sono d’accordo con lei ero in difficolta nello scrivere questa notizia pensando ai coniugi morti ma anche a chi resta come il poliziotto. Avra guai seri, nonostante la vita dura e “delicata”che hanno. Conosco molti commisari e agenti, hanno una vita difficile.

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