LA MODERN DANCE ALL’INSEGNA DELLA LIBERTÀ

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modern-dance-AileyAILEY II - The next generation of American danceGENOVA. 24 GIU. Non a caso il presidente degli stati uniti ha assegnato postuma ad Alvin Ailey la Presidential Medal Of freedom perché questo genio della coreografia negli anni ’50 ha portato in scena quelle che erano le problematiche razziali attraverso il suo modo di intendere la danza.

Sono stati i bianchi in realtà i pionieri della modern dance da Isadora Duncan a Martha Graham, ma quando nel 1958 Ailey portò sul palcoscenico di New York il suo gruppo di ballerini neri fu subito un successo. Successo che si è tramandato negli anni e che continua ancora con la compagnia attuale AILEY II – The next generation of American dance, capace di che unire lo spirito e l’energia dei migliori talenti della giovane danza americana e la passione e la creatività dei migliori coreografi emergenti. Ieri sera questa rinomata compagnia ha debuttato al teatro Carlo Felice di Genova portando in scena quattro splendide coreografie: Virtues, Takademe, The Hunt, e Revelations.

Le prime tre sono di recente creazione e offrono al pubblico una danza assolutamente dinamica in cui si ritrovano i sapori tribali, uniti alla tecnica della danza classica ed ancora un’originale alchimia che racchiude codici della tecnica Graham mischiati con linee Balanchiniane, tutto eseguito con quella plasticità eleganza forza e vitalità degli abilissimi danzatori della compagnia. Molto potente la coreografia The Hunt creata per 6 ballerini maschi che si affrontano in movimenti ai limiti dell’arte marziale, raccontando l’emozione primitiva della caccia, della guerra e la gioia dell’amicizia cameratesca sotto il ritmo fragoroso di Les Tambours du Bronx.

 

L’ultima esecuzione che ha chiuso la serata era uno dei brani storici della danza statunitense del XX secolo Reveletions, capolavoro assoluto di Alvin Ailey. Un balletto che alcuni di noi avevano già ammirato nel 1974 al Teatro Taglioni ai Parchi di Nervi in occasione del mitico Festival Internazionale del Balletto. Fu una serata indimenticabile che fece conoscere ai genovesi e all’Italia questa straordinaria compagnia americana portando grande affluenza di pubblico. Affluenza che purtroppo non ha vantato la platea del Carlo Felice ieri . Le presenze saranno state di circa 300 persone, il che denota come il nostro teatro sia ancora carente riguardo il fornire la giusta preparazione e informazione al suo pubblico per invogliarlo ad apprezzare la danza in una città che, oltre al mitico festival di Mario Porcile, non ha assolutamente una tradizione in questo senso. Un vero peccato.

Lo spettacolo avrà repliche fino a domenica 28 giugno.

FRANCESCA CAMPONERO