La legge Bray mette in difficoltà il Carlo Felice

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Roi, Carlo Felice
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Roi, Carlo Felice

GENOVA. 25 FEB. Il Carlo felice sta andando molto bene a livello di pubblico, non ci sono dubbi. La prima parte della Stagione ha dat 70.000 presenze contro le 64.000 della scorsa stagione, un 10% in più parametrato alla stessa data, con un sensibile incremento di richiesta per la stagione di danza.

Il Sovrintendente Maurizio Roi è soddifatto da una parta,ma giustamente lamenta dell’altro: “Considero questi numeri il risultato della qualità e della serietà del lavoro che il teatro, grazie al contributo di tutti, sta facendo ma naturalmente non è sufficiente per ridargli il rango che gli spetta.

Il danno che il ritardo nell’erogazione dei fondi previsti dalla legge Bray (a tutt’oggi pur avendo  ottenuto tutte le approvazioni e firme necessarie, aver addirittura firmato il contratto di restituzione di quanto anticipato dal Mibact nel 2014, non è ancora arrivato un euro) è enorme e causa ritardi dei pagamenti ai fornitori, agli artisti e tensione finanziaria continua.  Per altro i finanziamenti della legge Bray sono determinanti ma non eliminano la necessità  di maggiori sostegni pubblici e privati. Se oggi il Carlo Felice sta ricucendo il rapporto con la sua città e la sua regione, se aumenta il pubblico e se ne parla per ciò che fa e non per i conflitti, ci sono tutte le condizioni perché la discussione sul futuro del teatro, sul ruolo e la funzione e su ciò che serve per sostenerlo, si faccia serenamente e nel modo più ampio e trasparente possibile”.

 

Nel frattempo si aspetta il nascente Festival Internazionale Danza Genova del quale al momento è stato annunciato solo il galà di Svetlana Zakarova del 3 luglio, per il quale è già possibile acquistare i biglietti.

FRANCESCA CAMPONERO

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