Home Cronaca Cronaca Genova

La Gritta Portofino, lavoratori in nero: nei guai sorella del biondino Maurizio Raggio

0
CONDIVIDI
Portofino

GENOVA. 16 GIU. I militari della Stazione Carabinieri di Portofino, nell’ambito di servizi di controllo del territorio e di contrasto al lavoro sommerso, nella giornata di ieri hanno concluso una serie di controlli ad esercizi commerciali nella famosa “piazzetta” al termine dei quali la titolare di un noto locale è stata denunciata alla Procura della Repubblica di Genova.

Le contestazioni sono relative all’impiego di due lavoratori irregolari, di cui uno anche sprovvisto del permesso di soggiorno, presso l’american bar La Gritta, celebre locale dei vip sul molo di Portofino. A finire nei guai è stata la sorella del “biondino” Maurizio Raggio, ex compagno della scomparsa contessa Vacca Agusta.

I militari dell’Arma, insieme ai colleghi del Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro di Genova, si sono presentati nel locale ed hanno proceduto a identificare tutti i dipendenti che erano in servizio all’interno. Molti di essi erano regolarmente censiti e assunti con contratto di lavoro subordinato; due di loro invece, un albanese (lavapiatti) ed un italiano classe 1965 (cuoco), risultavano assunti “in nero”.


Ulteriori verifiche sul conto dell’extracomunitario, mediante i controlli dei documenti e la consultazione delle banche dati in uso all’Arma dei carabinieri, permettevano di appurare che il 29enne  non era munito di permesso di soggiorno e quindi è stato denunciato in stato di libertà per ingresso e soggiorno illegale nel territorio italiano.

Oltre alla denuncia a carico della titolare 55enne, sono state elevate 12.000 euro di sanzioni amministrative ed è stata disposta la temporanea sospensione dell’attività commerciale.

Tuttavia, la titolare, per scongiurare quest’ultimo provvedimento, ha già versato un quarto della sanzione dovuta all’Ispettorato del Lavoro evitando così la chiusura del locale, che rimane aperto.

Inoltre,  la 55enne ha provveduto a regolarizzare la posizione del cuoco e a pagare i contributi al lavapiatti. Entro sei mesi dovrà essere versata la restante parte della sanzione per scongiurare un altro provvedimento di sospensione dell’attività.

 

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here