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LA GDF DI GENOVA SCOPRE TRUFFA NEL SETTORE IMMOBILIARE. 18 LE PERSONE DENUNCIATE

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gdf genova mmobile via fereggiano gdfGENOVA. 25 FEB. La Guardia di Finanza di Genova, al termine di un’indagine coordinata dal dott. Nicola Piacente, Procuratore Aggiunto delle Repubblica di Genova, ha denunciato 18 persone, responsabili a vario titolo di reati fiscali e fallimentari.

Le indagini, sviluppate attraverso perquisizioni, sequestri, esame dei computer ed accertamenti bancari, hanno portato alla denuncia di 18 persone per frode fiscale, emissione ed uso di fatture false, appropriazione indebita e bancarotta fraudolenta per distrazione.

Nell’operazione sono stati sequestrati immobili, somme di denaro depositate su conti correnti, bancari e postali per circa 200 mila euro e le quote sociali dell‟unica impresa ancora operante.


In tutto dalle indagini è emerso che sono stati nascosti all‟Erario circa 6,6 milioni di euro.

I responsabili delle imprese coinvolte e destinate al fallimento cercavano di evitare le conseguenze delle frodi fiscali commesse facendo risultare amministratori persone indigenti o gravemente ammalate, di cui uno è deceduto, in qualità di “teste di legno”.

Deus ex machina del sistema un genovese, classe 1970, iscritto all’Aire, fittiziamente residente in Argentina che, avvalendosi dei propri studi in campo giuridico, garantiva all‟organizzazione un uso spregiudicato e fraudolento di cavilli legislativi.

Lui, invece abitava nel quartiere di Genova Albaro in un appartamento lussuoso per il quale pagava circa 20mila euro di affitto l’anno, con il figlio che andava in una scuola privata, circolo tennis, Suv e viaggi all‟estero, Cuba, Argentina e Londra. Il tutto a spese delle società con cui frodava il Fisco, riuscendo abilmente a non figurare mai in prima persona.

I militari hanno non poco faticato a dimostrare che tale persona vivesse in Italia. Avviate le indagini del caso hanno scoperto come l’uomo abbia utilizzato, più volte il Servizio sanitario nazionale, abbia percorso con la propria auto l’autostrada, incorrendo anche nel velox e abbia partecipato ad udienze in tribunale.

Suo braccio destro e socio, una vecchia conoscenza di famiglia, un imprenditore, classe 1971, con un noto negozio di sanitari a Marassi con 5 dipendenti, fallito nel 2012 per bancarotta fraudolenta.

I due, secondo quanto scoperto i militari, avrebbero compiuto una ventina di operazioni, fra cui un capannone a Rivarolo, un nucleo abitativo in via Fereggiano ed un ristorante.

Il sistema era semplice: imprese create ad hoc con “teste di legno” compravano appartamenti o locali da ristrutturare, dopodichè venivano venduti e Il ricavo veniva di volta in volta in parte distratto con finti pagamenti ai soci, o fatture false e in parte veniva travasato nella nuova società.
Le società, infine, fallivano, comportando un mancato pagamento delle tasse dovute.

Al secondo personaggio è stata sequestrata la metà di una villa in essere ad Arquata Scrivia.gdf genova

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