Home Cronaca Cronaca Genova

LA CISL INVITA A RIFLETTERE SULLA CESSIONE DELL’ANSALDO ALLA TEDESCA SIEMENS CHE HA APPENA ANNUNCIATO TAGLI PER MIGLIAIA DI POSTI ALL’ESTERO

0
CONDIVIDI

GENOVA. 22 AGO. “Siemens intende tagliare migliaia di posti di lavoro: notizia che crea panico nei paesi in cui l’azienda è presente tranne in Germania, dove non ci sarebbero rischi occupazionali”.
Tale notizia che viene riportata dal quotidiano tedesco “Boersen-Zeitung”, allarma la Cisl per almeno due motivi: il futuro degli occupati italiani e genovesi di Siemens e l’acquisizione che la stessa vorrebbe fare di Ansaldo Energia.

“Noi – dichiara Antonio Graniero della Cisl – continuiamo ad opporci alle ipotesi di tagli e acquisizioni e concordiamo con l’analisi dell’ing. Annino: solo l’Ad Orsi crede ancora alle storielle che l’Ad di Siemens Peter Loescher racconta, facendoci credere che porterà la ricerca a Genova e amplierà l’occupazione sfruttando il differenziale esistente tra il costo del lavoro italo-tedesco. Noi non vogliamo che Siemens dissipi il capitale di sapere e conoscenza di Ansaldo Energia al solo scopo di appropriarsi dei mercati dove oggi la nostra azienda opera con capacità e profitto. La grande Siemens deve constatare che a distanza di dieci anni non è riuscita a “mangiarsi “ la piccola Ansaldo Energia unicamente per le capacità presenti e non certo per gli aiuti dei governi che si sono succeduti, nessuno dei quali ha prodotto politiche industriali di sostegno alle imprese del nostro Paese.
Vogliamo che quest’importante azienda rimanga nel perimetro di Finmeccanica e che il Fondo Strategico faccia da ammortizzatore per l’indebitamento del Gruppo in questo critico momento economico. Pensiamo che il piano di rilancio debba passare attraverso investimenti in ricerca e sviluppo per crescita, consolidamento e rafforzamento non solo di Ansaldo Energia ma dell’intero sistema industriale del Paese. Con la vendita di parte di Finmeccanica voluta fortemente dall’ing. Orsi gettiamo via il settore civile concentrandoci su quello bellico: così facendo si rinuncia a uno sviluppo industriale interno, al rilancio delle infrastrutture. E si punta sul militare, per sua natura chiaramente esposto ai mercati esteri.
Insomma, è come se l’Italia non credesse più in se stessa: la concorrenza cinese e indiana, l’incapacità di fare gruppo ed esportare, di prendere commesse sta portando alla scomparsa di interi distretti industriali, e credo che le colpe vadano ricercate innanzitutto nell’incapacità di aggregazione, figlia di un gap culturale della nostra classe imprenditoriale limitata spesso a una sfera provinciale, intesa come produzione per la vendita in piccoli/medi volumi di merce. Consideriamo importante ciò che il Ministro Corrado Passera ha dichiarato per i settori trasporto ed energia che rientrano nella “golden share”. Bisogna quindi essere conseguenti e bloccare il disegno distruttivo di Orsi ridisegnando dal punto di vista industriale e non finanziario il futuro di questo grande Gruppo del Paese”.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here