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LA CASA DI COLOMBO E LA GENOVA DEL ‘400: IL RUOLO DELL’ARCHIVIO DI STATO

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I lavori di ristrutturazione che vi fece potè detrarli dalle spese di affitto. A descrivere con minuzia questa tipologia edilizia e urbana, nel volume “Ritratto di Genova nel ‘400. Veduta  d’invenzione” (realizzato da Ennio Poleggi e Isabella Croce, con disegni di Guido Zibordi Marchesi) è il professor Alfonso Assini, dell’Archivio di Stato di Genova, che conclude il volume con uno spaccato interessante sulla vita urbana nella “città di Colombo”.
Ieri mattina nel corso di una conferenza stampa, e ieri pomeriggio, in un convegno di studio organizzato presso l’Archivio di Stato, è stato ricordato che il volume presentato in questi giorni dalla casa editrice Sagep – che vive un momento di rilancio – nasce dal successo di una mostra organizzata proprio dall’Archivio di Stato nel 2006, anno del cinquecentenario della morte di Colombo. La mostra che consente un percorso “virtuale” nella Genova quattrocentesca è tuttora allestita in modo permanente negli splendidi locali dell’Archivio, nel complesso restaurato durante il 2004, anno in cui Genova fu capitale europea della cultura.

L’Archivio di Stato di Genova è una fonte primaria per la conoscenza della storia di Genova e del suo ruolo nel Mediterraneo, quindi per la storia di tutta l’Europa medievale e moderna. Non a caso fu a lungo frequentato da Fernand Braudel per la produzione dei suoi lavori fondamentali sulla “lunga durata” delle civiltà mediterranee.
Attualmente all’Archivio è anche  allestita una mostra sul 60 della Costituzione.

Oggi, sabato 29, nel salone del minor consiglio di Palazzo Ducale , la sindaco di Genova Marta Vincenzi assegnerà a Ennio Poleggi il Grifo D’Oro. Seguirà un dibattito sul libro, coordinato da Laura Guglielmi, al quale interverranno con gli autori Silvio Ferrari e l’editore.
 

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