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LA CASA DELLA LEGALITA’ CONTRO I BENI DI “COSA NOSTRA” PRESIDIA VICO MELE A GENOVA

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l silenzio sull’inquietante situazione dei beni confiscati a Cosa Nostra in Vico delle Mele, nel centro storico di Genova, rioccupati dal boss Rosario Caci, legato al clan di Piddu Madonia. Con diverse iniziative di mobilitazione civile, tra cui comunicazioni alle Autorità preposte, volantinaggi ed anche la collocazione sui beni confiscati dei “sigilli” che ricordano che quei beni sono dello Stato e devono essere liberati ed assegnati per fini sociali, qualcosa si è mosso per l’attuazione della sentenza di confisca (definitiva e inappellabile) della Cassazione. La Corte di Appello ha emesso una sentenza che ordina lo sgombero coatto di quei beni e ciò apre la strada all’assegnazione di quei beni per i fini sociali, così come previsto dalla legge Rognoni-La Torre. Abbiamo ricevuto una missiva da parte del legale di Rosario Caci e Concetta Caci, che abbiamo pubblicato sul nostro sito con le necessarie e chiare risposte. Missiva che, a nostro avviso, ha un chiaro intento intimidatorio. Pertanto, come Ufficio di Presidenza della Casa della Legalità, abbiamo deciso di rispondere con la massima determinazione e di tornare, quindi, nuovamente a volantinare e porre i “sigilli” ai beni confiscati di Vico delle Mele rioccupati dal boss, e bloccati nell’iter di assegnazione dal fatto che il Comune e la Prefettura, non hanno provveduto a far sloggiare il Caci & C. dagli immobili che, in via definitiva e inappellabile, nel 2005, sono stati confiscati dallo Stato. Iniziativa che faremo nuovamente nei prossimi giorni in attesa che la sentenza di sgombero coatto non sarà attuata. Oggi, domenica 11 novembre 2007 alle ore 11:15 saremo, di nuovo, davanti ai beni confiscati di Vico delle Mele a Genova, perchè non cediamo ad alcuna intimidazione e continuiamo nelle nostre iniziative civili per far sì che le sentenze e la legge dello Stato che aggredisce i patrimoni mafiosi, sia applicata. Sconfiggere le mafie è possibile e rendere visibile questo è ciò che i mafiosi non sopportano perchè fa crollare quel senso di impunità che l’avvolge, quindi rendiamo evidente che la mafia può essere sconfitta e che, alla fine, la mafia deve restituire il maltolto!”.

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