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LA CARICA DEI 60MILA ARTIGIANI E COMMERCIANTI A ROMA

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manifestaz-pmi-romamanifestazio-pmi-romaROMA. 19 FEB. In 60 mila sono giunti ieri a Roma, per manifetsare in piazza del Popolo contro la crisi e per sensibilizzare il governo sulla situazione.

Erano tutti artigiani e commercianti di tutta Italia, con le cinque associazioni che aderiscono a Rete Imprese Italia, per la prima volta insieme.

Tutti con lo stesso slogan “Senza impresa non c’è l’Italia. Riprendiamoci il futuro”; “Vogliamo che il 2014 diventi l’anno di svolta”, questi gli slogan urlati.


“Il prossimo governo ed il Parlamento – ha dichiarato Marco Venturi, presidente di turno e portavoce di Rete Imprese Italia – devono prendere atto di questa grande forza, dell’enorme malessere, delle difficoltà che vivono le nostre imprese e devono cambiare registro”, chiedendo uno convocazione al nuovo presidente del Consiglio. Poi ha aggiunto: “Noi non molleremo saremo propositivi ma incalzanti. Saremo dialoganti ma pronti a tornare in piazza, in tutte le piazze italiane, se non avremo concrete e rapide risposte”.

Carlo Sangalli, Confcommercio dal palco ha dichiarato: “Siamo stanchi, chiediamo rispetto perché meritiamo più rispetto…Come dobbiamo dirlo che non c’è più tempo, non bastano le imprese che chiudono e le masse che perdono il lavoro?”.

Giorgio Merletti di Confartigianato: “Basta, non ne possiamo più come imprenditori e come cittadini ci hanno rotto i coglioni…Ci devono tenere in considerazione” ed ancora: “Matteo stai preoccupato. Abbassa le tasse”.
Daniele Vaccarino di Cna: “Non abbiamo perso la speranza, abbiamo perso la pazienza; non siamo sereni, siamo incazzati, la politica ci ha deluso”.

Giacomo Basso di Casartigiani: “Basta, basta, basta… Oggi Piazza del Popolo è diventata la piazza degli imprenditori italiani. Fate sentire il vostro urlo, perché vale più un urlo della piazza che cento discorsi”.
Negli ultimi cinque anni in Italia hanno chiuso circa 1.000 aziende ogni giorno, con la ricchezza prodotta dall’Italia è diminuita del 9%, la disoccupazione è raddoppiata, passando dal 6,4% al 12,7% per un totale di 1,2 milioni di disoccupati in più.

Nel frattempo la pressione fiscale ha raggiunto il 44,3% del Pil, mentre quella “legale”, su ogni euro di Pil dichiarato, si aggira intorno al 54%.

La piccola impresa, che rappresenta il 94% del tessuto produttivo dell’Italia e ne contribuisce per il 62% al valore aggiunto, chiede al governo “un cambio di rotta”.

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