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LA DELLA BIANCA SUI “PREMI” ATTRIBUITI AI DIRETTORI. LE CIFRE

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spese pazze raffaella della bianca

raffaella della biancapalazzo_regione_liguriaGENOVA. 26 AGO. Il consigliere regionale del Gruppo Misto Raffaella Della Bianca pone il proprio dito inquisitorio nei confronti dei premi dati per gli obiettivi raggiunti concessi ai “direttori generali” dei vari settori.

“La questione – dichiara la Della Bianca – merita secondo me un inquadramento più completo e alcune considerazioni di maggiore dettaglio.

La domanda che andrebbe posta è: retribuzione e premi dei direttori generali della Regione Liguria sono adeguati e ragionevolmente commisurati alle rispettive responsabilità e agli obiettivi annualmente fissati?


La risposta è no, sia per quanto riguarda la retribuzione, sia per quanto riguarda i cosiddetti “premi” per gli obiettivi. Spiego le ragioni.

Comincio dalla retribuzione. I direttori generali della Regione godono di un inquadramento giuridico di diritto privato, a seguito della legge regionale n. 59 del 2009 (Giunta Burlando). Ai direttori generali della Giunta (e del Consiglio)  è stato riconosciuto uno status al di fuori del CCNL della dirigenza con retribuzione, prerogative e premi “sganciati” da questo e notevolmente superiori alle pur consistenti retribuzioni in vigore per i comuni dirigenti.

In Regione inoltre sono stati previsti ben 10 direttori generali, in presenza di oltre 100 dirigenti e poco più di 950 altri dipendenti. A mero titolo di esempio nei Comuni esiste un unico direttore generale (Genova con oltre 6.000 dipendenti ha un unico direttore generale); le ASL con migliaia di dipendenti hanno un unico direttore generale”.

“La proliferazione dei direttori generali – prosegue la Della Bianca – la limitata assunzione di responsabilità nell’ambito dell’attività amministrativa (responsabili dei procedimenti sono funzionari e dirigenti), non giustificano né lo status di diritto privato che li sottrae all’applicazione del CCNL, né la retribuzione superiore del 50% a quella degli altri dirigenti. Proporrò, alla riapertura dei lavori del Consiglio di emendare in parte qua la legge regionale 59/2009.

Per quanto riguarda gli obiettivi e i connessi premi la questione merita due  considerazioni. La prima di carattere generale, la seconda più specifica riferita al caso concreto della Liguria.

Per le aziende che producono o commercializzano sul mercato beni e servizi il giudizio sulla performance è agevole e si può basare su indicatori oggettivi (fatturato, quantità vendute, utili): in sintesi è più bravo chi vende di più e fa maggiori profitti. Il giudizio deriva, alla fine, da milioni di microscelte individuali (sono i consumatori finali che decretano il successo di un prodotto o di una azienda attraverso le proprie decisioni di consumo).

Nella misurazione della performance della pubblica amministrazione gli indicatori non sono così diretti: l’utilizzatore finale non può esprimere un giudizio diretto-immediato e concorrere con le sue scelte a valutare il servizio perché la scelta per il cittadino-utente è quasi sempre obbligata o molto limitata (es. se la regione non organizza bene i trasporti locali il cittadino se li deve tenere così come sono). Per questo è importante che siano definiti per i funzionari pubblici obiettivi seri, misurabili, possibilmente significativi e rappresentativi rispetto ai servizi che le pubbliche amministrazioni sono chiamate ad erogare. Possibilmente obiettivi che abbiamo il collegamento più diretto possibile con il benessere della collettività”.

“Gli obiettivi che la Giunta Burlando ha attribuito a direttori e dirigenti regionali – prosegue la Della Bianca – hanno solo in piccola parte queste caratteristiche. Basta leggere il piano della performance della Regione 2013-2015 sulla base del quale sono stati attribuiti e poi valutati gli obiettivi di direttori e dirigenti regionali per rendersi conto che per la maggior parte degli obiettivi siamo di fronte a una finzione, ad aspetti a volte marginali dell’attività amministrativa ordinaria, in qualche caso totalmente scollegati dalla realtà. Per qualche direttore gli obiettivi fotografano inerzie che si protraggono da anni e in qualche situazione si osservano mistificazioni belle e buone. In ogni caso si tratta di obiettivi con un corrispettivo economico spropositato che a parte la pomposa descrizione esprimono tutta la propria pochezza nella banalità degli indicatori assunti.

Spigolando tra gli obiettivi e relativi indicatori dei dirigenti, ad esempio,  troviamo, il censimento delle palestre annesse agli edifici scolastici, o l’attività di ordinaria revisione di leggi regionali o ancora il numero di accessi al sito internet della regione.

Tra gli obiettivi dei direttori generali figurano alcune stranezze in più, tra cui la riattribuzione ai medesimi degli obiettivi – tali e quali – già assegnati ai propri dirigenti (chi né è l’effettivo responsabile?).

Alcune esempi restituiscono un quadro tra il pittoresco e il penoso. Il Segretario della Giunta, ad esempio, ha l’obiettivo “Incrementare l’efficacia della comunicazione istituzionale” in comune con il dirigente del settore: in  detto obiettivo il Segretario misura la propria performance con l’indicatore  “numero di tweet fatti sui vari portali” (obiettivo del valore di oltre 2000 Euro).

Il direttore generale dei servizi finanziari continua a studiare dal 2012  (obiettivo sia 2012 che 2013) come ottimizzare la gestione dei flussi di cassa (valore dell’obiettivo oltre 4.000 Euro per anno).

Il Direttore generale del Dipartimento Ambiente ha l’obiettivo nel 2012 di preparare un documento propedeutico alla definizione del Nuovo piano regionale rifiuti e nel 2013 di predisporre il Piano di gestione dei rifiuti (per ogni anno l’obiettivo vale più di 5.000 Euro)”.

“Il vero colpo di teatro nella attribuzione degli obiettivi – conclude la Della Bianca – è quello che riguarda il Direttore del Dipartimento Salute al quale

• nel 2012 come Direttore dell’Agenzia Regionale Sanitaria viene assegnato  l’obiettivo di procedere alla stesura del Piano socio-sanitario regionale 2013-2015 “da consegnare in bozza all’Assessore alla Salute”

• nel 2013, questa volta come direttore del Dipartimento Salute, viene assegnato l’obiettivo di elaborare il Piano sociosanitario regionale, questa volta “da presentare alla Giunta regionale”

• nel 2014, ancora come direttore del Dipartimento Salute, viene assegnato l’obiettivo di predisporre la delibera di Consiglio regionale relativa  al Piano sociosanitario regionale.

Valore di ciascuno dei tre obiettivi: oltre 6.000 Euro”. Raffaella Della Bianca (consigliere regionale Gruppo Misto)

Nei dettagli, fonte sito della Regione Liguria:

http://www.regione.liguria.it/argomenti/ente/amministrazione-trasparente/personale/incarichi-amministrativi-di-vertice/giunta-regionale/compensi-incarichi-amministrativi-di-vertice-della-giunta.html), la retribuzione annua lorda del personale dirigente risultante dal contratto individuale; sempre sul sito sono presenti gli stipendi di altri dirigenti.

La prima cifra è riferita allo stipendio lordo, tra parentesi la “retribuzione di risultato”.

  • Roberto MURGIA, Segretario Generale Direzione Centrale Segreteria generale Gabinetto del Presidente della Giunta Regionale e Direttore Generale Dipartimento Istruzione, Formazione e Lavoro: 162.933,89 € (28.655,10 €).
  • Gabriella LAIOLO, Direttore generale Affari legali, giuridici e legislativi: 140.744,84 € (24.542,04 €).
  • Claudia MORICH, Direttore generale Risorse strumentali, finanziarie e Controlli: 140.744,84 € (24.542,04 €).
  • Luca FONTANA, Direttore Dipartimento Agricoltura, Turismo e Cultura: 140.744,84 € (24.542,04 €).
  • Gabriella MINERVINI, Direttore Dipartimento Ambiente: 140.024,38 € (23.821,58 €).
  • Pier Paolo TOMIOLO, Direttore Dipartimento Pianificazione territoriale, Urbanistica: 140.384,61 € (23.821,58 €).
  • Giovanni Battista POGGI, Direttore Dipartimento Programmi regionali, Porti, Trasporti, Lavori pubblici ed Edilizia: 140.744,84 € (24.542,04 €).
  • Franco BONANNI, Direttore Dipartimento Salute e Servizi sociali: 162.638,47 € (28.359,68€).
  • Gabriella DRAGO, Direttore Dipartimento Sviluppo economico: 126.430,29 € (10.227,49€). L.B.

2 COMMENTI

  1. Ma siamo scemi? Ma quanto guadagnano sti giattai? Siamo peggio che a Roma? Ma altro che vergognarsi. Devono essere spogliati di tutti i beni e messi alla gogna. E poi chissà quanti benefit hanno. Io faccio fatica ad a fine mese e questi s’ingrassano coi nostri soldi

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