L’ ORTOVERO PREMIA OSCAR GATTO AD ALASSIO

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Magrini e Valdiserra
Magrini e Valdiserra
SAVONA. 13 NOV. Si svolgerà domani sera ad Alassio (all’ Hotel Regina) la tradizionale cena annuale di fine stagione del Circolo Sportivo Ortovero. Nell’ occasione avverrà la consegna, da parte di Riccardo Magrini, noto commentatore per Eurosport ed ex ciclista professionista di valore, vincitore anche di tappe al Giro d’Italia ed al Tour de France, del Premio “La Catena incatricchiata” 2015.
Alla festa sarà presente per essere premiato il professionista (dal 2007) Oscar Gatto, attualmente uno tra i più forti ciclisti in attività a livello internazionale. Il premio consiste in una catena aggrovigliata al punto da formare le lettere del campione di turno. Si tratta di una vera e propria opera d’arte, realizzata su una tavoletta di legno, che ogni anno viene creata, in un unico esemplare, dal Maestro artigiano Bruno Valdisserra (“U Diablu”). Ad organizzare l’evento è il team del presidente del sodalizio l’albenganese Maurizio Tarello, grande appassionato di sport ed in particolare del ciclismo. Tarello presiede la squadra ciclistica più grande della provincia, che conta oltre cento tesserati e che si sta già preparando per la prossima stagione agonistica: “Siamo una delle squadre più numerose della Liguria – dice con orgoglio il presidente Maurizio Tarello – ed abbiamo vinto anche quest’anno il titolo regionale di società, scudetto che anche nella prossima stagione cercheremo di confermare con la nostra squadra che conta su più di 140 tesserati”.
Tornando al premio, che verrà consegnato a Gatto, per consolarlo della grande sfortuna avuta nella decima tappa del Giro d’Italia quando, ormai prossimo alla vittoria, è stato fermato poco prima di Forlì da una foratura: “ Il nostro- dice Tarello- vuole essere più che altro un omaggio ad un campione ed un augurio affinchè possa avere più fortuna e continuare a vincere tante altre volte”.
Alla festa saranno presenti anche gli ex professionisti Riccardo Magrini, Bruno Zanoni, Gianni Motta, Giuseppe Perletto e Silvio Caviglia ed il presidente della FCI provinciale Piero Zangani. Il Premio “ La catena incatricchiata- Riccardo Magrini” è nata da una idea del “ capitano” Massimo Botti e Riccardo Magrini a seguito di una sua celebra frase con la quale, in diretta su Eurosport, durante la quindicesima tappa del Tour de France 2010 descrisse l’incidente meccanico accaduto ad Andy Schleck durante un attacco sul Port des Bales che gli costò la maglia gialla perduta a favore di Alberto Contador. Fra gli oltre cento iscritti al sodalizio di Ortovero ci sono anche persone molto note a livello locale: medici, politici, professionisti, Vip del comprensorio ingauno. Ad Albenga dopo la chiusura del Pedale Albenganese gli appassionati hanno trovato infatti nel sodalizio di Ortovero una squadra dove esprimere tutta la loro passione per la bicicletta.
“Ogni anno – conclude Tarello – con l’aiuto dei Comuni di Ortovero, Alassio ed Albenga e della Pro Loco di Ortovero , la nostra società ciclistica organizza numerose manifestazioni, inoltre siamo anche sempre impegnati in iniziative di tipo sociale e collaboriamo con le altre associazioni, sodalizi ed enti presenti nel comprensorio”.
Oscar Gatto, che fa parte del giro della nazionale di Davide Cassani, ha un palmares notevole: tappe al Giro d’Italia, Giro di Sardegna, al Giro della Provincia di Reggio Calabria, Giro della Padania, al Giro dell’ Austria ed al Giro di Romania.
Ha all’attivo classiche del calendario nazionale come Trofeo Matteotti, Giro di Romagna, Coppa Placci, Giro del Veneto e l’ importante classica belga Dwars Door Vlanderen (nel 2013, primo italiano a vincerla). Un podio alle Strade Bianche ed un 13° posto al mondiale su strada lo hanno consacrato nel Gotha del ciclismo.
Per avere maggiori informazioni sulla serata, o sulla ciclistica Ortovero, è possibile consultare il suo sito Internet www.circolosportivoortovero.it  che serve ai soci e agli appassionati per essere aggiornati sulle molteplici iniziative del sodalizio e per tenersi in contatto fra di loro.
CLAUDIO ALMANZI

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