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L’ OPERAZIONE “KASIOCA”. SGOMINATA BANDA DEDITA AI FURTI DI BARCHE DI LUSSO

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segnaletica-licata-montello segnaletica-bonalumi-bologn GENOVA. 5 OTT. Lo scorso 3 ottobre 2013, la Polizia di Genova, grazie al coordinamento del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato ed alla fattiva collaborazione del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia,  ha eseguito nell’ambito dell’operazione “Kasioca” 7 ordinanze di custodia cautelare, nei confronti di altrettanti  cittadini  italiani, responsabili a vario titolo, del reato di associazione a delinquere finalizzata al furto e ricettazione di Yachts da destinare ad un illecito mercato estero.

In particolare sono stati arrestati: Sergio Bolognino, 44 anni, con pregiudizi di polizia per reati contro il patrimonio e stupefacenti, arrestato a Bassano del Grappa; Vincenzo Buttarelli, di 48 anni, con pregiudizi di Polizia per reati di natura finanziaria, arrestato a Trimignano (RM); Olinto Bonalumi, con pregiudizi di Polizia per associazione a delinquere di tipo mafioso e reati contro il patrimonio di anni 54, arrestato a Foggia; Federico De Matteis, con pregiudizi di Polizia stupefacenti e reati contro il patrimonio, arrestato a Foggia; Claudio Fronteddu, 54 anni, arrestato a Roma, con pregiudizi di polizia in materia di stupefacenti; Giovanni Pietro Montello, 63 anni, con pregiudizi di Polizia per reati contro il patrimonio, arrestato a Genova; è stato posto agli arresti domiciliari a Montoggio Angelo La Licata, 49 anni con pregiudizi di polizia per contrabbando.
segnaletica-buttarelli-de-mAll’operazione hanno collaborato le Squadre Mobili di Roma, Milano, Foggia e personale del Commissariato di P.S. di Civitavecchia e Bassano del Grappa.
L’indagine ha avuto inizio a Genova a seguito del furto, consumato il 1° aprile 2012, di una imbarcazione denominata “Kasioca”, lussuoso yacht da crociera di 36 metri, AZIMUT 116, di proprietà di una società di leasing per il noleggio. Il valore attuale del Kasioca è di circa 7 milioni di euro.
La barca, che si trovava ormeggiata presso la Marina di Genova Aeroporto, nell’ultimo periodo era stata visitata da diversi brokers e rappresentanti di compratori che ne stavano trattando la vendita.
Nella notte del 1° Aprile, senza nessun testimone, il Kasioca lasciava gli ormeggi e prendeva il largo tra le 2 e le 4 del mattino.
Il giorno successivo al furto, l’imbarcazione si accostava al porto di Saint Florent, Bastia, Corsica per fare rifornimento.
Il Kasioca, ormeggiato nel porto corso, veniva controllato dalla Gendarmerie de Police di Bastia. A bordo venivano identificati quattro uomini, di diversa nazionalità; un russo, un tedesco, un ucraino ed un ceco che dopo i controlli si allontanavano mentre l’imbarcazione veniva recuperata anche perché aveva avuto un’avaria nel corso del trasferimento dalla Liguria alla Corsica.
Le prime informazioni ricevute dalla Gendarmeria Francese consentivano l’avvio di complesse indagini che, coordinate dal Procuratore Aggiunto della Procura della Repubblica di Genova Dr. Vincenzo Scolastico, consentivano di fare luce su una vasta e complessa organizzazione criminale trasnazionale dedita sistematicamente al furto di ingenti imbarcazioni di pregio poi riciclate all’estero, specie nell’est Europa ed Asia.
L’organizzazione si avvaleva di fiancheggiatori e persone che in Italia erano in grado di fornire le giuste informazioni sulle imbarcazioni da sottrarre lasciando al gruppo criminale l’organizzazione del furto e del viaggio della barca in località straniere ove sarebbe stato difficile ritrovarle.
Venivano quindi assoldati equipaggi compiacenti e le barche portate all’estero.
Ingenti i guadagni e gravi i danni specie per le assicurazioni delle finanziarie proprietarie delle barche.
Attraverso complesse attività tecniche sono stati ricostruiti i contatti ed il furto di altre imbarcazioni di pregio oltre al Kasioca.
In particolare: il furto di un SUNSEEKER 70 (denominato Marks) rubato ad Orsera (Croazia) l’11 Maggio 2012 del valore di 2 milioni di euro circa, rinvenuto ad Odessa (Ucraina); un Malora 31, 37 metri, denominato LIFE, costruito dai cantieri navali FIPA di Viareggio sottratto da Spalato (Croazia) il 26 Giugno 2012 del valore di 5/6 milioni di Euro; un Azimut 50 denominato Valerio III sottratto ad Ostia il 6 Maggio 2012 e rinvenuto per un’avaria nel porto di Castellammare di Stabia, valore circa un milione di euro.
L’organizzazione si premuniva di cambiare gli identificativi e dunque il nome delle imbarcazioni sottratte per poi riciclarle.
L’attività investigativa intrapresa dalla Squadra Mobile di Genova consentivadi individuare un’articolata organizzazione criminale, composta da cittadini italiani e stranieri, particolarmente attiva in Italia ma anche in tutta Europa specializzata nel furto di pregiate imbarcazioni  da destinare al mercato estero.
L’associazione, particolarmente ramificata sul territorio italiano e all’estero utilizzava basi logistiche ed operative, e poteva avvalersi di una ingente disponibilità di denaro spesso utilizzata per pagare “l’equipaggio” che trasferiva le imbarcazioni al di là del Bosforo.
La disponibilità di somme ingenti permetteva al capitano di rifornire le imbarcazioni del costoso carburante necessario per il lungo trasferimento, per un ammontare anche di 80.000 euro.
Grazie alle investigazioni svolte si ritiene di aver smantellato in Italia i capi e coloro in grado di fornire appoggi tecnico-logistici ai componenti stranieri del gruppo criminale in argomento che, allo stato, sono latitanti.
12 Le ordinanze di custodia cautelare emesse dal GIP di Genova e 16 nel complesso gli indagati.
Sequestrata la somma di circa 200.000 euro rinvenuta nella disponibilità di Sergio Bolognino e Sergio Buttarelli sorpresi all’aeroporto di Treviso mentre rientravano da un viaggio all’estero il 21 Maggio 2012.
Si ritiene che tale somma sia il provento dell’attività di riciclaggio dell’imbarcazione LIFE per la quale l’organizzazione straniera ha versato circa 800.000 Euro.
Ricostruiti i ruoli e le responsabilità dei componenti italiani del gruppo.
In particolare i due risultano coinvolti nel furto dell’imbarcazione Kasioca, Marks e LIFE e sono indagati per associazione a delinquere finalizzata al furto aggravato;
Montello Giovanni Pietro, genovese, risponde di associazione a delinquere finalizzata al furto aggravato ed è coinvolto nel furto del Kasioca e del Marks;
Bonalumi Olinto ed il suo “braccio destro” De Matteis Federico sono ritenuti coinvolti nella ricettazione dell’imbarcazione LIFE per la quale si ritiene abbiano ricevuto un ingente provento.
Si è accertato, infatti, che Bonalumi Olinto aveva acquistato per la somma di circa 10.000 euro una società in dissesto finanziario, la Mediterranea International srl, che aveva avuto in locazione finanziaria il LIFE ma che non versava da tempo i canoni di locazione. Ciò gli ha consentito di entrare in possesso della barca che, successivamente, ha condotto in Croazia da dove poi è sparita.
Fronteddu Claudio è indagato per il reato di furto aggravato ed è coinvolto nel furto del VALERIO III unitamente a Colangeli Alessandro e Buttarelli Vincenzo.
La Licata Angelo è indagato per il reato di furto aggravato ed è coinvolto nel furto dell’imbarcazione Kasioca.
Destinatario dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere in argomento anche Colangeli Alessandro, 50 anni di Stimigliano (RI) il quale è deceduto lo scorso 17 luglio nel corso del drammatico naufragio dello Yacht “Sale e Pepe” avvenuto a Brindisi.

Lo stesso avrebbe dovuto rispondere dei reati di associazione a delinquere finalizzata al furto aggravato ed è coinvolto nei furti del Kasioca, del Marks e del Valerio III.


Il Colangeli si ritiene essere l’esperto comandante in grado di guidare l’equipaggio assoldato dalla banda e condurre la barca all’estero.

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