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L’ ODIO DI SALIERI PER MOZART APRE LA STAGIONE DELLO STABILE

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Amadeus-Ottobrino-solenghi

Amadeus-Ottobrino-solenghi Amadeus-Ottobrino-solenghiGENOVA. 15 OTT. Una scena color sabbia o meglio color fango, per rimanere in tema con quanto successo a Genova in questi giorni, ma soprattutto per rappresentare lo stato di abiezione di un Salieri livido di invidia per il genio di Mozart che aveva capito di lì a breve oscurare il suo prestigio di compositore.

Nulla di vero rispetto le testimonianze storiche nella drammaturgia di Shaffer,  di cui si servì anche il regista Formar per il suo Amadeus, film che si guadagnò ben 8 statuette Oscar, ma senza dubbio un testo affascinante perché costruisce con suggestione un rapporto umano molto plausibile in due artisti che facendo lo stesso mestiere  di questo devono e vogliono vivere conquistando le grazie della corte che li sovvenziona.

Ecco dunque presentati due caratteri fortemente diversi che in modo diverso riescono a distruggere sé stessi. La regia di Alberto Giusta nell’ Amadeus presentato ieri al Duse in apertura di stagione dello Stabile, volente o nolente, si rifà troppo al film di Formar e questo non depone a suo favore in quanto ne esce perdente rispetto alla pellicola americana.


Quanto si è visto ieri sera aveva i connotati di una farsetta con l’aggravante di tempi lunghissimi in cui a stento si riuscivano a tenere gli occhi aperti.

Ma la cosa più grave è l’aver utilizzato gli stralci delle partiture di Mozart come “complementi di arredo” e non come parte integrante della drammaturgia.

Mozart è la musica e la musica non può e non deve essere una colonna sonora in un testo che parla del suo genio.

Tullio Solenghi nel ruolo di Salieri sembrava faticare a trovare i ritmi giusti per fare decollare lo spettacolo e troppo spesso la sua vena comica faceva capolino in momenti sbagliati.

Migliore Aldo Ottobrino nei panni di Amadeus, sulla cui testa poteva essere risparmiata la stessa parrucca adottata da Tom Hulce nel film del 1984.

Vera scoperta dello spettacolo la giovane attrice Elisabetta Mazzullo nel ruolo di Venticello. Fresca, abile, convincente, seduttiva e incantatrice al punto giusto l’attrice uscita dalla Scuola dello Stabile è brava davvero.

Lo spettacolo resterà in scena fino al 2 novembre. Francesca Camponero

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