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L’ Abbazia di S. Giuliano si apre alla città

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L’ Abbazia di S. Giuliano si apre alla città

GENOVA. 15 MAG. Sarà una settimana di visite guidate, spettacoli musicali e una serata speciale in occasione della Notte dei musei. Parliamo dell’abbazia di San Giuliano, il complesso monumentale affacciato su Corso Italia che svela a genovesi e turisti alcuni dei suoi spazi inediti.

Il tutto per l’abbazia di San Giuliano inizia nel 1249 fondata come chiesa francescana dai Minori Conventuali, per essere poi abbazia benedettina.

Chiuso in seguito alle soppressioni napoleoniche, il convento venne ripristinato a partire dal 1870, con il risveglio della comunità benedettina. Vincolato dal 1934.


Divenne poi bunker tedesco, sede della Croce Rossa e ricovero degli sfollati della II Guerra mondiale.

Rimase poi in disuso per decenni. Nel 1984 divenne proprietà dello Stato. Dal 1998 gli Uffici liguri del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo lavorano al restauro con grande impegno di risorse umane ed economiche.

Il complesso è composto dall’abbazia e dalla chiesa, quest’ultima ancora di proprietà della comunità dei Padri Benedettini che ha dismesso gli edifici dedicati al culto.

Oggi è consegnataria pro tempore dell’abbazia la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Genova e le province di Imperia, La Spezia e Savona.

Nell’originario progetto di restauro del Mibact, l’abbazia era destinata a diventare sede degli Uffici dell’allora Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici della Liguria e area espositiva a piano terra.

Nel corso degli anni la destinazione d’uso cambiò varie volte fino a concretizzarsi l’ipotesi di fare di San Giuliano un centro polifunzionale destinato, per la porzione monumentale a piano terra, a mostre ed esposizioni temporanee e, per i due piani superiori, a sede degli uffici del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Genova.

Attualmente i vertici del Ministero stanno valutando, di concerto con l’Arma, la Regione Liguria e il Comune di Genova, la migliore soluzione per la destinazione definitiva del complesso abbaziale.

Sono diversi i lavori eseguiti.

Il progetto originario, finanziato con i fondi del Gioco del Lotto 1998-2000, riguardava “Lavori di consolidamento, restauro e recupero funzionale per la realizzazione della nuova sede degli uffici e del laboratorio di restauro” della Soprintendenza.

Tra il 1998 e il 2012 sono stati realizzati circa l’80% dei lavori edili e impiantistici previsti dal progetto iniziale, con una storia travagliata da interruzioni, fallimenti, contenziosi.

Tra il 2014 e il 2015 sono stati eseguiti lavori di restauro e messa in sicurezza delle facciate prospicienti corso Italia comprendenti: il consolidamento e la pitturazione dell’intonaco di facciata, il consolidamento delle colonnine in cemento artistico delle polifore e la sostituzione di quelle particolarmente ammalorate.

Tra il 2015 e il 2016 sono stati realizzati gli interventi urgenti e in prosecuzione al secondo lotto di lavori per completare gli spazi a piano terra che costituiscono gli ambienti più grandi dell’intero complesso abbaziale. Tra questi: l’ingresso, coperto da volte a crociera; la sala voltata di accesso all’ex refettorio; l’ex refettorio che, con i suoi 69 mq, rappresenta la più ampia delle sale dell’intero edificio, con un pavimento in graniglia alla genovese; il chiostro quadrangolare, circondato da un quadriportico coperto da volte a crociera su pilastri; la ex sala capitolare, aperta sul chiostro, che costituisce un elegante spazio a pianta quadrangolare coperto da una volta ad ombrello.

In esterno è stata completata la pavimentazione nell’area demaniale di pertinenza dell’abbazia, prospiciente corso Italia, con una soluzione in mattoni e piastrelle di cemento.

Nel 2016 sono stati realizzati gli interventi di restauro nella loggetta sud, prospiciente Lungomare Lombardo, comprendenti lavori di revisione del sistema di raccolta e smaltimento delle acque piovane e messa in sicurezza della struttura portante.

Nel 2017 sono stati eseguiti svariati interventi per la sicurezza e il decoro delle recinzioni su Lungomare Lombardo.

Il Mibact ha terminato il primo lotto dei lavori interni con il primo piano, parte più fruibile del complesso, che è stato restaurato ed ora l’apertura al pubblico.

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