Kusturica, Kustendorf non può essere cancellato dalle mappe d’Europa

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Kustendorf-villaggio- Kustendorf
Emir Kusturica con il Ministro della Cultura Ivan Tasovac, sorseggiando rakija

MOKRA GORA. 29. GEN. Dal Nnostro inviato. ” Il Festival di Kustendorf non può essere cancellato dalle mappe d’Europa “. Queste le parole con cui il regista e ” Professor ” Emir Kusturica  chiude la nona edizione del festival, cui lui stesso ha dato origine ben’9 anni fa. Le sue parole tradiscono la personale tenacia che lui ha effuso in questi anni per “cementificare ” un festival cinematografico e musicale, diverso da tutti gli altri nel mondo, dal momento che dà voce e visibilità, oltre che a cineasti internazionali, ad artisti emergenti, le cui opere sono di rara bellezza, ma non sempre di facile distribuzione cinematografica.

Un festival che si svolge nei Balcani, lontano dalle ” mappe europee” di frequentazione comune, non particolarmente visitato, ahimè , dai miei connazionali italiani, sicché l’invito, dal momento che il prossimo anno se ne festeggia il ” primo decennio “, è quello di informarsi ed aggiornarsi sul sito dedicato, www.kustendorf-filmandmusicfestival.org,  e di imparare a guardare agli eventi culturali al di là dell’Adriatico, perché esiste un’altra Europa di pari importanza rispetto a quella ufficiale.

Il Festival si è concluso nella serata del 27 gennaio con la premiazione alla presenza di Kusturica dei tre Short- Moovies vincitori, realizzati dai diversi studenti. La premiazione è stata diretta dal Presidente di Giuria, Maji-da Abdi, documentarista e giornalista etiope che durante questi giorni ha valutato le nuove promesse insieme agli altri membri della Giuria: Divna Vuksanovic’, filosofa serba, Flaminio Zadra, noto producer romano che ha cofondato Dorje Film Production Company.

I premi si suddividono in Uovo di Bronzo, Uovo d’Argento e Uovo d’Oro. L’Uovo di Bronzo è stato assegnato a Maria Guskova’s ( Russia, 1982 ) per il suo Short-Moovies ” Return of Erkin “, ( Russia, 2015 ) considerata la forza espressiva delle immagini e dei silenzi della propria opera. L’Uovo d’Argento è stato attribuito a Basil Khalil  ( nato a Nazareth )per il Cortometraggio ” Ave Maria “, (Palestina, Francia, Germania, 2015 ) valutato lo humour e la freschezza delle idee che porta in scena. Infine l’Uovo d’Oro è stato consegnato a David Borbas ( Svezia, 1986 ) per lo Short-Moovies ” Wartburg “, ( Ungheria, 2015 ) costituendo la sua opera un’interessante commistione di umorismo e tematica sociale. All’atto della premiazione, il giovane filmmaker Borbas ha pianto di commozione, intenerendo anche il pubblico per la sua umiltà e purezza artistica.

Bellissime le danze tradizionali serbe della Cerimonia di chiusura con gli altrettanto variopinti i costumi tradizionali.

Prima delle parole di commiato, è necessario fare un cenno sulla pellicola proiettata nel pomeriggio del 27 gennaio. Si tratta di ” Blanka “, opera prima nata da un Cortometraggio poi convertito in Lungometraggio, che di per sé costituisce attualmente un passaggio raro, del giovane promettente filmmaker Kohki Hasei, di nazionalità giapponese.

” Blanka “è stato prodotto dal producer romano Flaminio Zadra, membro della Giuria, come ho già citato. Blanka affronta con immagini realistiche eppure poetiche una tematica quanto mai dura; quella dei ” Minori Non Accompagnati “, se vogliamo dirla con i nostrani termini giuridici. Parla di Blanka, una ragazzina di 11 anni che sopravvive da sola a Manila, derubando i turisti. Lei sogna di ” comprare ” una madre. Incontrerà una ” figura genitoriale ” in Peter, un uomo di 55 anni, cieco musicista di strada il quale, pur essendo lui stesso esposto ad una vita misera, le offrirà affetto, insegnandole a cantare. A seguito di duri eventi, Blanka esprimerà da sé il desiderio di andare a vivere in orfanotrofio, dove non resisterà nemmeno un giorno. Tornerà da Peter, l’unica figura di riferimento della propria giovane vita, sebbene questo significhi essere per sempre abbandonati ad una vita di strada. Acclamazione e commozione all’unisono. Proprio in chiusura del festival, l’augurio è che questa pellicola sia presto distribuita in Italia, perché merita una profonda attenzione.

La chiusa definitiva del festival sfocia nella festa che ogni anno si svolge al Visconti, il ristorante dove si ritrovano studenti e cineasti. Si tratta di una festa molto particolare, tipicamente balcanica, durante la quale hanno suonato la ” No Smocking Orchestra “, la band di Emir Kusturica, unitamente alla struggente voce di Verica Serifovic, vocalist che abita nelle zone della Serbia, popolate dai rom, la quale ci ha deliziato con il suo nostalgico modo di cantare. Chiaramente come ogni anno tutti i presenti si sono uniti nei tipici balli rom intorno ai tavoli, in una felicità generale.

E su queste note si chiude il Festival di Kustendorf, esprimendo un particolare ringraziamento al Ministro della Cultura Ivan Tasovac che in buona parte lo patrocina.

Si abbandona il parco naturale di Tara, dove sorge in effetti il villaggio di Kustendorf. Lo si lascia mantenendo impresse nella mente le immagini dei validi films visionati, le note delle bands dell’ex Yugoslavia ivi esibitesi e, dei volti intensi dei contadini della zona. Si attende dalla vicina Bosnia l’autobus per Belgrado, immersi ancora in un paesaggio di bellezza incontaminata, ringraziando per aver ritrovato l’umanità e l’armonia del vivere che questo luogo e questo Festival ci insegnano. (nelle foto: l’ultima giornata del Kustendorf Film and Music Festival con Kusturica).

Romina De Simone

Internet: http://kustendorf-filmandmusicfestival.org/2016/

 

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