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Kustendorf, il Festival che si tiene nell’avamposto del mondo

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Kustendorf, il Festival che si tiene nell'avamposto del mondo

MOKRA GORA.17.GEN. Siamo nell’avamposto del mondo ed anche per questo il Festival di Kustendorf ci offre senso esistenziale e bellezza. Nevica, fa un freddo mite e ritornano alla mente le immagini di un film proiettato proprio qui, nell’edizione del 2013.

Si tratta di Me Too (2012) del timido e coraggioso filmmaker russo Aleksei Oktjabrinovic Balabanov, pellicola in cui, i protagonisti, nell’ ostinato tentativo di trovare la felicita’, si spingono fino alle estreme propaggini della Siberia, infine fagocitati da una sorta di dio del freddo e del nulla, permanedo tacita la risposta del Dio Supremo. Tuttavia al festival di Kustendorf, nonostante il viaggio impervio, la risposta la troviamo.

Ci imbattiamo in cultura, pace e bellezza, immersi nella maestosità della natura, che ne sa molto più di noi, in fondo.


E proprio ieri è stato mostrato un vero e proprio capolavoro, già presentato all’ultima Biennale di Venezia. Si tratta di On The Milly Road, 140′, il film per cui Emir Kusturica, ha effuso grande impegno negli ultimi anni. Film che vede la partecipazione della nostra italiana Monica Bellucci, molto stimata dal “Professore” e che qui, vedrete in una versione che non immaginate.

Certamente bella, ma il ruolo che interpreta è totalmente scevro da ogni riferimento sexy. Anzi, la sua è una parte molto intimista ed evidentemente tragica. On The Milly Road ricorda le atmosfere visionarie e gitane di Underground, forse in chiave esistenzialmente più contemporanea. Trasuda amarezza da questa pellicola.

La trama non è di facile sintesi. Le vicende si svolgono sempre sullo sfondo di una sanguinosa guerra che potrebbe sembrare quella jugoslava ma che invero rappresenta la guerra in generale e l’impotenza degli esseri umani dinanzi alla ricerca del Senso nelle proprie misere vicende, dove gli animali assurgono a sorta di messaggeri divini che intervengono in favore dei loro protetti. Chiaramente il filo rosso del film e’ rappresentato dall’ amore che lega Kosta, interpretato da Emir Kusturica, ad un’adulta ragazza serba d’origini italiane, che assume le forme della Bellucci. Non e’ la storia d’amore che credereste. Tra i due si instaura un legame spirituale profondo.

Coinvolgente il mood visionario che contraddistingue tutto il film che di tanto in tanto in o ricorda L’ Atlantide (1932) di Georg Wilhelm Pabst dal romanzo di Pierre Benoit. Eccellente poi la fotografia di Goran Volarevic’Martin Sec. Le musiche sono state realizzate da Stribor Kusturica, il figlio di Emir. Una prima versione del soggetto del film la si può leggere in Italia nella raccolta di racconti dal titolo omonimo Lungo la Via Lattea, edito da Feltrinelli. E la chiusa del film, riprende alcune scene di un cortometraggio inserito nel Lungometraggio God’s with Gods ( Messico, 2014), prodotto da Guillermo Arriaga.

Il finale è chiaramente molto desolante. Ma anche qui il Senso sta nel lottare nel segno di chi amiamo, indipendentemente da esiti lieti e che, l’ Amore, è l’ unica forza motrice a sollevarci sopra l’orrore. Da vedere sicuramente.

La giornata si è poi conclusa con il concerto della talentuosa cantante e chitarrista blues di nazionalità serba,  Ana Popovic.

Restiamo qui a raccontarvi ancora il Senso.

Romina De Simone

 

1 COMMENTO

  1. L’unico regista al mondo che non può tornare nella città dove è nato. Un ottimo mestierante che appena esce dall’occidente inizia a infamarci nonostante lo abbiamo fatto ricco e famoso. Chiedetegli dove ha trovato i soldi per fare il suo villaggio perfetto. Magari li aveva dei suoi, chissà. Ha anche un altro villaggio tutto suo in Bosnia Erzegovina costruito su un terreno di famiglie morte. Informatevi, volendo ovviamente : http://www.balcanicaucaso.org/aree/Bosnia-Erzegovina/Bosnia-Erzegovina-la-sfida-di-Dodik-177026

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