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Kustendorf, di scena Flowers of Evil, film trasversale sulla violenza

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Kustendorf, di scena Flowers of Evil, film trasversale sulla violenza

MOKRA GORA.18.GEN. Al Kustendorf è di scena anche l’attualità. E ieri è stato mostrato un film forte, di quelli che ti inchiodano allo schermo con una sete di risposte, dall’inizio alla fine. Si tratta di Flowers of Evil, che si è aggiudicato il premio per la miglior regia all’ultimo Shanghai International Film Festival.

Ed altrettanto interessante ne è il regista, su cui si proietta una robusta ombra di successo futuro. Lui è il finlandese Antti J. Jokinen, (Nurmiarvi, 26 aprile.68), che ha brillantemente studiato cinematografia presso l’Università della Carolina dell’Est ed inizialmente si è plasmato come filmmaker per video musicali, offrendo le proprie competenze a famosissimi artisti, tra cui anche il nostrano Tiziano Ferro, finché non si è lanciato nel mondo del Lungometraggio con The Resident che vede Hillary Swank tra i protagonisti.

Antti, spirito eclettico, amante indomito della musica punk, che canticchiava allegro durante il workshop di ieri, non poteva non partorire un bel film sociale di quelli dal gusto moderno, senza spazio per la noia, cesellato con una solida colonna sonora, in cui i giovani di molte parti del mondo post-moderno, si ritroveranno.


Flowers of Evil affronta il tema della violenza in maniera trasversale. La violenza domestica del padre dei due ragazzi protagonisti nei confronti della moglie, la tendenza al crimine del figlio maggiore Juno, gli atti vandalici di facinorosi verso la Polizia, l’eccessivo uso talvolta della forza da parte di quest’ultima. Il film descrive una società degradata e violenta cui pure il Sistema/Stato, rappresentato qui dalla forza pubblica e da un paio d’assistenza sociali, non sa offrire risposte adeguate che preservino i soggetti vulnerabili e siano fattivamente in grado di non esporli ad ulteriori danni.

Il tutto filtrato dallo sguardo del fratello di Juno, Sipe, che costituisce l elemento positivo della famiglia. Adolescente dal look vistosamente punk, è un ragazzo educato e diligente nello studio, sicuramente creativo. Sipe è l’ asse di sostegno su cui posano le travi di tutta la sua famiglia. Forse un po’ troppo per un minorenne. La madre, pur nella lontana Finlandia, è una donna che riceve in silenzio i pugni del marito e che è cristallizzata in una fede cristiana dogmatica di vecchio stampo.

Il film è tutto in climax di violenza; ricorda l’atmosfera di certe canzoni dei nostrani Baustelle sul crimine. Il finale vi spaccherà il cuore, ma se verrà distribuito in Italia, merita vederlo, con l’invito ai giovani a scegliere d’ essere Sipe…

Il regista ha volutamente selezionato tutti attori non protagonisti, ad eccezione di Juno che si chiama realmente così ed è un affermato rapper finlandese. Da visionare.

La giornata si è poi chiusa con l’ energico concerto della punk-rock band dal nome Van Gogh. Loro sono realmente talentuosi ed amatissimi in Serbia. D’altronde sono una band che ha resistito ai dolorosi strappi del paese. In effetti si sono formati sul finire degli anni 80, prima del conflitto yugoslavo ed eccoli ancora qui ad effondere nel pubblico entusiasmo e speranza.

Si tratta di un rock punk piuttosto duro, alternato ad alcuni brani più melodici, che pare proprio incanti il cuore dei serbi. Peccato non vengano in Italia…ma il festival di Kustendorf è anche crocevia di miracoli. Chissà… se venissero, li aspetteremmo con grande piacere! Intanto ci godiamo la neve.

Romina De Simone

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