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Karmafulminien – figli di puttini, da stasera alla Tosse

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Karmafulminien - figli di puttini, da stasera alla Tosse

GENOVA. 21 DIC. Dal 21 al 23 dicembre, ore 20.30 al Teatro della Tosse ritorna  Karmafulminien – figli di puttini lo del collettivo Generazione Disagio, prodotto dal Teatro della Tosse di e con Enrico Pittaluga, Graziano Sirressi, Luca Mammoli regia e coautore Riccardo Pippa. Il nuovo spettacolo di Generazione Disagio parte da quella preghiera nichilista recitata dai protagonisti alla fine del precedente lavoro Dopodiché stasera mi butto.

Karmafulminien non lascia inascoltata quella supplica e invia sul palcoscenico tre angeli, che appaiano al pubblico in tutto il loro sbiadito splendore. Tre angeli aggressivi, pessimisti, cinici e caustici che si presentano agli umani come angeli 3.0 incarnazione della spiritualità moderna. L’uomo moderno identifica questi spiriti divini come creature funzionali alle proprie esigenze a cui votarsi per raggiungere la realizzazione dei propri desideri e bisogni terresti. Una spiritualità usa e getta e comoda come cliccare “mi piace” in un social.Oggi i tre angeli sono tirati per la giacchetta solo per prendere un bel voto all’università, rimorchiare oppure vincere al superenalotto. Un interesse momentaneo per il loro operato che getta sulle “ali” sempre più fragili dei tre i mali e le brutture della vita contemporanea.

Una condizione frustrante per queste creature celesti, che desidererebbero essere come in passato degli angeli custodi, che accompagnano l’uomo dall’inizio alla fine restando al loro fianco con fatica in tutti i passaggi della vita, figure che custodiscono l’unicità dell’individuo e la consapevolezza della sua originalità, che richiamano alle potenzialità inespresse e risvegliano, vocazioni, aspirazioni e slanci ideali.


Uno spettacolo comico con un ritmo incalzante, che fa ridere dall’inizio alla fine, spesso in maniera amara dei difetti della società. Karmafulminien – figli di puttini non è uno spettacolo sulla religione, agli autori non interessa parlare di questo, bensì riflettere e ridere della spiritualità dell’uomo moderno. Un lavoro che ragiona sulla mercificazione del culto attraverso gadget che hanno poco di spirituale e molto di marketing e sulla pornografia dei sentimenti attraverso un’iconografia che spesso imbarazza.

Lo spettacolo come nel precedente si poggia sulla collaborazione del pubblico che verrà coinvolto e diventerà protagonista a sua volta della storia e come cifra stilistica usa un’estetica kitsch che richiama le icone sacre acquistabili nei mercatini delle grandi città mischiate ai simboli della cultura popolare.

La drammaturgia originale è un lavoro del collettivo Generazione Disagio, scritto e interpretato da Enrico Pittaluga, Graziano Sirressi, Luca Mammoli coautore e regista Riccardo Pippa. Le scene sono di Anna Maddalena Cingi mentre i costumi sono di Daniela De Blasio e Anna Maddalena Cingi.

Costo biglietti: Intero: 14 euro

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