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Juve-Genoa, Ballardini: teniamo alla Coppa

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Ballardini

Come i salmoni che risalgono la corrente. Sotto la gestione di Ballardini la squadra marcia a una media da Europa League (8 punti in 5 partite), provando a mettere la testa fuori dalle secche. Metro dopo metro, ostacolo dopo ostacolo. La lotta è dura.

La Tim Cup come un’isola felice. Il luogo su cui approdare, sinora, per lenire i colpi e riscaldare i sogni. Alla vigilia del match con la Vecchia Signora, una che indossa taglie extralarge per appenderci tutti i titoli, ecco un Genoa con un Pepito Rossi in più (evviva!) pronto a giocare le sue carte. Poche o tante che siano. Diritti alla meta, senza fronzoli. “Vogliamo fare una buona gara e del nostro meglio” fuga i dubbi il tecnico rossoblù. “Avremo la possibilità di fare giocare qualcuno che ha avuto meno opportunità, ma per nostra fortuna abbiamo ragazzi bravi, capaci, professionali. Capiscono che siamo in tanti. Andiamo a giocare a Torino, contro la squadra più forte in Italia, un’eccellenza mondiale. Loro non sbagliano mai la partita. E’ la più grande delle grandi squadre, anche perché ha una società diversa da tutte, una rosa e un’educazione alle competizioni, unica nel panorama nazionale. E’ un appuntamento a cui teniamo molto. A grandi linee la formazione è delineata. Sull’opportunità di convocare Rossi, voglio prima sentire i preparatori. Lui sta seguendo un programma misto, fatto di lavoro con la squadra e tappe individuali. Equilibrio, compattezza. Il nostro compito è mettere i giocatori nelle condizioni di esprimersi al meglio. E’ un esame importante per tutti, uno stimolo misurarsi contro giocatori straordinari. Se non si riesce a essere compatti, forti, a restare vicini al compagno e calati nel reparto, si prendono sonori schiaffoni. Le difficoltà sono tante. Possiamo migliorare in termini di personalità, gestione delle situazioni, opzioni delle scelte più adeguate e come crescita nelle consapevolezze. Più chiari, semplici, veloci e profondi. Pericolosa è l’idea quando è l’unica che si ha. La situazione non permette di intestardirsi a prescindere. Dobbiamo fare di più. A partire dall’allenatore e dai suoi collaboratori”.

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