Jesus Christ, ovazione meritata

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Jesus Christ superstar
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Jesus Christ superstar

GENOVA. 6 NOV. C’erano tutti i giovani degli anni’70 ieri sera alla rappresentazione di Jesus Christ Superstar al Politeama, lo spettacolo che porta la regia e l’adattamento di Massimo Romeo Piparo e che vede come protagonista il Gesù del capolavoro di Andrew Lloyd Webber e Tim Rice, Ted Neeley.

Del resto come si poteva mancare ad un musical di tale portata con una star come Neeley e che prevedeva anche la musica dal vivo! Questa versione italiana, che però mantiene la lingua originale, ha compiuto 20 anni e vanta ormai numerosi record con 1.200 rappresentazioni che confermano che questo di Piparo è uno spettacolo assolutamente ben riuscito e che Jesus Christ Superstar è senza dubbio il musical più amato di tutti i tempi.

Se il palcoscenico del Politama non basta a contenere sia l’ensemble dei musicisti che il corpo di ballo che riesce a fatica ad esprimere le coreografie, comunque non ne è penalizzata l’atmosfera che resta comunque affascinante soprattutto quando in scena c’è lui, Jesus alis Neeley. L’artista americano malgrado all’inizio appaia un po’ giù di voce si riprende strada facendo per dare il meglio di sé nell’assolo nell’Orto del Getsemani in cui ottiene dal pubblico in visibilio una standing ovation. Ed il pubblico ha assolutamente ragione nel rendergli omaggio in piedi perché Ted è bravo, anzi bravissimo in quel ruolo che oramai possiamo dire faccia parte di sé. I 42 anni trascorsi dall’ uscita del film di Norman Jewison (1973) sembrano non aver scalfito niente né del suo viso né della sua espressività che rimane quella che ci ha fatto sognare da ragazzi.

 

Di tutto rispetto anche il cast che lo contorna da Feysal Bonciani( Giuda) a Simona Distefano( Maddalena), ed ancora Salvador Axel Torrisi(Erode) e Emiliano Geppetti(Pilato). Particolarmente convincenti i due cattivi per antonomasia i sacerdoti Hannas e Caifa interpretati rispettivamente da Paride Acacia e Francesco Mastroianni.

L’unica nota stonata di regia sono è il video durante la scena delle frustate a cristo. Sul tulle che copre la scena reale si susseguono le immagini delle tragedie della guerra, dei perseguitati nei campi di concentramento, del Che Guevara, di Gandhi, dell’abbattimento delle torri gemelle, dei bambini del Biafra. Un minestrone che grossolanamente mostra tutte le brutture del mondo che ci sono, per carità, ma che in quel contesto paradossalmente da “favola mistica” ne rovina il clima psicologico all’interno.

Il grande finale che vede gli artisti scorrere tra i corridoi della platea cantando e ballando trascina ancora una volta il pubblico in una gaia atmosfera di festa.

Lo spettacolo resterà al Politeama fino a domenica 8 novembre.

FRANCESCA CAMPONERO

2 COMMENTI

  1. Condivido tutto dell’articolo da voi scritto tranne quando parlate di “minestrone delle brutture del mondo” . Un momento di grande commozione nel quale ognuno di noi viene messo di fronte alle cattiverie che il genere umano continua a perpetrare nei confronti di altri essere umani e non solo. Insomma da quelle frustate ad oggi non abbiamo ancora impararto niente!!!

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