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JACK NICHOLSON: “IL CINEMA AMERICANO MI FA SCHIFO”

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jack nicholsonROMA 23 OTT. “Tutto può succedere” con Jack Nicholson. Per esempio che ti diano per morto quando invece continui a vivere i tuoi 76 anni alla grande. Può anche accadere, però, che nella realtà continui a detenere il record di candidature all’Oscar, ben 12 dei quali 3 vinti. Ma puoi arrenderti di fronte a chi, non vedendoti fare più un film, ti vuole smemorato tanto da non ricordarti neanche un copione di cinque battute? No, quello no. “Ho il cervello di un matematico, state tranquilli”, rivela sorridendo Jack Nicholson.

Allora niente da fare. Il vecchio pazzo Jack non si ritira. Anzi, smentendo le voci di una sua malattia degenerativa ci tiene a precisare che: “Il fatto è che non sento più la motivazione. Prima, l’avevo, ora no. Mi è venuto l’agghiacciante pensiero che forse i ventenni e i trentenni di oggi non vogliano più essere commossi, emozionati. Che forse vogliano solo vedere più bombe, più esplosioni, perché è quello con cui sono cresciuti. E io non farò mai quel genere di film”.


Una critica indirizzata all’industria del cinema americano che in questi anni, complice anche la crisi, si è dedicata più a un cinema “sicuro” come lo scricchiolio dei popcorn masticati nelle sale. Chissà se il regista Martin Scorsese, dopo il successo con “The Departed”, dove Jack Nicholson interpretava il ruolo del “cattivo”, pazzo, boss mafioso, non decida di inserirlo nel cast del suo prossimo film. Perché il cinema ha ancora bisogno di grandi maestri e soprattutto di qualcuno che voli sul nido del cuculo. O che almeno ci sappia arrivare.

Mattia Langella (mattia.langella83@gmail.com)

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