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ISOLE E PONTI. LA NUOVA GENOVA DI RENZO PIANO

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renzo pianoGENOVA. 5 OTT. Presentato ieri a Palazzo San Giorgio il nuovo progetto di Renzo Piano per il restyling della nostra città “Chiamatelo Blue Print, dice Renzo Piano, questo è il nome del documento operativo, e il blu è anche il colore del mare”.

Così l’architetto ha presentato con le istituzioni il progetto che completa il disegno del Porto Antico. A ventidue anni da quell’evento, Piano lancia il suo modello di città portuale che nel waterfront di levante si trasforma in isole e ponti e corre sull’acqua attraverso un canale navigabile di due chilometri mai largo meno di venti metri.

“Bisogna toglier non aggiungere”, afferma Piano, per cui considera l’ abbattimento del Nira e del padiglione C della Fiera, mentre per la nautica sarà a disposizione la nuova darsena. A fianco, una strada pedonale che raggiungerà i tre chilometri sommando l’attuale segmento e si svilupperà parallela alla sopraelevata per mostrare a turisti e genovesi una città portuale che lavora. La radice di Molo Vecchio verrà tagliata per completare il canale che arriva al Porto Antico mente le Ex Lavanderie industriali di calata Gadda ospiteranno la nuova sede dell’Idrografico.


Il Bacino di carenaggio numero quattro sarà ingrandito e ospiterà la Costa Concordia e il Porticciolo Duca degli Abruzzi verrà tombato e diventerà un grande piazzale per le riparazioni navali. Si lasceranno comunque liberi quaranta metri davanti alla sede dello Yacht Club e la sede storica diventerà un museo della nautica.

La nuova torre dei piloti sorgerà in Fiera nell’area dell’eliporto e sarà alta settanta metri, mentre le barche dello Yacht Club saranno ospitate all’interna della nuova darsena in Fiera. Il padiglione S potrà ospitare una darsena coperta e sarà in parte allagato. Dal Porto Antico alla Fiera parallelamente alla sopraelevata è prevista una strada pedonale di circa due chilometri. A Punta Vagno, nella palazzina della Marina Militare, sorgerà un ostello.

Speriamo che tutto ciò diventi presto realtà…. Francesca Camponero

2 COMMENTI

  1. La mania di onnipotenza di Piano e della cricca che ci va dietro.

    Tombare porticciolo Duca degli Abruzzi?! , allargamento del bacino di carenaggio per la Concordia e dopo?

    A me viene tanto in mente l’aeroporto Kansai di Osaka che già nel 2000 “affondava”. E poi il “buon Renzo” cosa prenderà in termini di soldoni? Perché non lo dite?

    • Egregio Francesco, come giornalista riporto quanto è stato detto in conferenza e non quanto non è stato detto, come cittadina concordo con lei che il compenso per la progettazione Piano non sarà cosa da poco, ma la conforto dicendole che questo piano non riguarda solo finanziamenti pubblici,ma verrà per lo più finanziato da privati che credono in questo progetto.

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