ISOLE FAROE, ARRESTATA UN’ITALIANA DI SEA SHEPHERD

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marianna_bobbarker_seashepherdDANIMARCA. 24 LUG. C’è anche un’italiana tra i volontari di Sea Shepherd,  arresti nelle isole Faroe, dove non si fermano le proteste in atto per contrastare la caccia ai Globicefali, delfini comunemente presenti anche nel mar Mediterraneo.
Lunedì 20 luglio due volontari, un’americana e un tedesco, di Sea Shepherd, l’associazione internazionale che da anni opera in difesa dell’ambiente marino, erano stati fermati per aver interferito in una grind, la tradizionale quanto cruenta caccia ai Globicefali.
Ieri, giovedì 23 luglio, altre 5 persone di Sea Shepherd sono stati fermate con l’accusa di aver violato la legge che regola la caccia ai cetacei, la Faroese Pilot Whaling Act, inasprita proprio l’anno scorso per contrastare l’azione dei volontari.
Marianna Baldo, 44 anni, di Vicenza, laureata in Scienze Naturali e storica volontaria di Sea Shepherd Italia con molte azioni all’attivo, stava partecipando, per il secondo anno consecutivo, alla campagna di Sea Shepherd in difesa dei Globicefali nelle Isole Faroe.  Marianna è fotografa a bordo dell’intercettore veloce della flotta di Sea Shepherd, la M/V Brigitte Bardot.
Ieri pomeriggio Marianna si trovava a bordo del gommone ausiliario della propria nave, assieme ad un altro volontario, il francese Xavier Figarella, mentre stava per iniziare una grind o caccia. La polizia feringia ha fermato il gommone e ha preso in custodia Marianna e Xavier. L’epilogo questa mattina quando i due volontari sono stati ufficialmente accusati e arrestati.
Anche la Leader del Team di terra di Sea Shepherd, la sudafricana Rosie Kunneke, è stata arrestata assieme al volontario di terra belga, Christophe Bondue.
Un altro volontario del Lussemburgo, Kevin Schiltz, è stato fermato durante la seconda grind avvenuta poche ore.
globicefaliBen 250 esemplari sono stati catturati, durante due battute di caccia distinte, avvenute sulle spiagge di Bøur e Tórshavn.
La mattanza dei Globicefali nelle isole Faroe è una tradizione antica che però, con la globalizzazione e interventi statali ed europei, ha perso parte della sua valenza alimentare.
“Le pratiche messe in atto nel corso delle grind, nelle quali i globicefali e altri delfini sono costretti a sopportare ore di durissimo e crudele stress mentre vengono spinti a forza verso riva prima di essere massacrati in presenza dei loro familiari, non sarebbero tollerate in nessun mattatoio dei Paesi sviluppati -aveva dichiarato ad inizio campagna la responsabile di terra, Rosie Kunneke – Con l’introduzione delle comodità moderne e del commercio e con la diffusione delle raccomandazioni sui rischi legati al consumo della carne di globicefalo, gli abitanti delle Isole Faroe non hanno più bisogno di questa cibo per la propria sussistenza, senza dimenticare che la Danimarca versa ogni anno cospicui fondi europei agli abitanti delle isole Faroe e perciò sono moralmente obbligati ad osservare, come qualsiasi altro paese europeo, le leggi a tutela della fauna marina e rispettare i diritti civili di qualsiasi cittadino comunitario. È tempo che questa inutile, eccessiva e superflua crudeltà sia superata e che i globicefali siano lasciati liberi una volta per sempre”.
Da centinaia d’anni, gli abitanti delle Isole Faroe accerchiano i globicefali durante la loro migrazione in mare aperto e li spingono in acque basse, dove vengono uccisi.
Questa caccia, nota in lingua feringia come “grindadráp” o “grind”, è una tradizione che spazza via intere famiglie di Globicefali e di altri delfini in un colpo solo.
Dopo essere stati spinti nelle insenature, i tipici fiordi del nord, i Globicefali, in preda allo stress, si spiaggiano o vengono trascinati a riva, mediante uncini detti blásturkrókur, conficcati nei loro sfiatatoi.
Viene poi usata una lancia spinale per recidere la spina dorsale dei delfini che rimangono esanimi accanto ai membri della loro famiglia, impiegando da pochi secondi a diversi minuti prima di morire. Per questi animali, i cui fortissimi legami familiari e la cui spiccata capacità di provare sofferenza sono ben documentati, la grindadráp significa una morte lenta, straziante e traumatica.

Il video della caccia, attenzione, immagini forti.

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