Intervento per sedare rissa, poliziotti accerchiati e picchiati da dominicani

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Alcuni immigrati violenti: stamane tre poliziotti sono stati aggrediti da dei dominicani
Alcuni immigrati violenti: stamane tre poliziotti sono stati aggrediti da dei dominicani

LA SPEZIA. 3 LUG. Intervenuti per sedare una rissa tra immigrati e difendere una donna, sono stati accerchiati e aggrediti.

E’ accaduto poco dopo l’alba di stamane a La Spezia, dove gli agenti di una volante sono intervenuti in un circolo privato di piazzale Kennedy, frequentato da dominicani.

Gli agenti, chiamati a seguito dell’accoltellamento di una ragazza all’interno del locale, sono stati accerchiati da numerosi stranieri, che hanno cercato di impedire l’identificazione della giovane e gli interrogatori dei connazionali per la ricostruzione dei fatti.

 

Tre immigrati e pure la dominicana ferita con la lama (10 giorni di prognosi) hanno reagito violentemente contro la polizia, tanto da causare lesioni ai tre agenti.

Gli aggressori sono stati arrestati.

23 COMMENTI

  1. Siamo veramente fuori dal mondo,ormai la realtà supera la fantasia.Questi personaggi devono essere allontanati seduta stante,senza alcuna esitazione.Grazie a degli Irresponsabili,stiamo consegnando il Paese nelle mani della Criminalità e Delinquenza?!!!!!!!!

  2. Ma almeno cambiate la foto. Il 3 Luglio e questi manifestano con il piumino, sciarpe e berretto di lana? Ma dai, è come quella dei cinesi in fila per votare in maglietta e ciabatte a dicembre…

    • Hai ragione, per di piu sono zenegalesi…..sé la notizia é vera devono essere puniti da qualunque cittadinanza siano….

  3. La spezia ormai è in mano ai domenicani e sudamericani che fanno i cavoli loro e delinquono senza che nessuno possa dire o fare nulla e cosi tutte le città ma anche i centri minori in mano ad a marocchini tunisini ecc ecc tutta gente che non ha niente a che fare con gli immigrati che scappano da guerre e fame e che vengono in italia solo per delinquere e fare i loro porci comodi, mi domando che cosa aspettiamo a ribellarci a questo governo che continua a far entrare tale spazzatura del tutto clandestina che mai si integrerà con noi europei visto che continuano a creare delle comunità chiuse senza possibilità alcuna ne di dialogo ne di controllo da parte delle forze preposte, questi signori non sono assolutamente risorse ma tutt’altro vanno rimandati a casa loro punto e basta!!!

  4. violenza e resistenza a pubblico ufficiale.. si devono accerchiare e indentificare.. con intervento di piu pattuglie. .. il mio solo un commento ex post.. non è un ordine nè un consiglio.. non ho poteri per dare ordini ..

  5. Capo II
    Dei delitti dei privati contro la Pubblica Amministrazione

    Art. 336.
    Violenza o minaccia a un pubblico ufficiale.

    Chiunque usa violenza o minaccia a un pubblico ufficiale o ad un incaricato di un pubblico servizio, per costringerlo a fare un atto contrario ai propri doveri, o ad omettere un atto dell’ufficio o del servizio, è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni.
    La pena è della reclusione fino a tre anni, se il fatto è commesso per costringere alcuna delle persone anzidette a compiere un atto del proprio ufficio o servizio, o per influire, comunque, su di essa.

    Art. 337.
    Resistenza a un pubblico ufficiale.

    Chiunque usa violenza o minaccia per opporsi a un pubblico ufficiale, o ad un incaricato di un pubblico servizio, mentre compie un atto d’ufficio o di servizio, o a coloro che, richiesti, gli prestano assistenza, è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni.

    Art. 339.
    Circostanze aggravanti.

    Le pene stabilite nei tre articoli precedenti sono aumentate se la violenza o la minaccia è commessa con armi, o da persona travisata, o da più persone riunite, o con scritto anonimo, o in modo simbolico, o valendosi della forza intimidatrice derivante da segrete associazioni, esistenti o supposte.
    Se la violenza o la minaccia è commessa da più di cinque persone riunite, mediante uso di armi anche soltanto da parte di una di esse, ovvero da più di dieci persone, pur senza uso di armi, la pena è, nei casi preveduti dalla prima parte dell’articolo 336 e dagli articoli 337 e 338, della reclusione da tre a quindici anni e, nel caso preveduto dal capoverso dell’articolo 336, della reclusione da due a otto anni.
    Le disposizioni di cui al secondo comma si applicano anche, salvo che il fatto costituisca più grave reato, nel caso in cui la violenza o la minaccia sia commessa mediante il lancio o l’utilizzo di corpi contundenti o altri oggetti atti ad offendere, compresi gli artifici pirotecnici, in modo da creare pericolo alle persone.

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