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INTERROGAZIONE SULL’AMBULATORIO DI “TERAPIA DEL DOLORE” AD ALBENGA

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Muore durante operazione di chirurgia estetica

ospedale GENOVA. 20 NOV. Marco Melgrati del Pdl ha illustrato un’interrogazione sull’Ambulatorio di Terapia del dolore presso l’Ospedale di Albenga chiedendo al presidente della giunta e all’assessore alla salute se abbiano l’intenzione di sostituire temporaneamente l’anestesista assente per una prolungata malattia e, soprattutto, se sia loro intenzione di rimpiazzare l’anestesista trasferito in un’altra sede.

Melgrati ha ricordato che l’ospedale, dove prima erano in servizio 2 anestesisti (uno per l’attività intensiva ed uno per l’ambulatorio), per non chiudere una delle due sale operatorie è stato costretto a ridimensionare il servizio ambulatoriale.

Oggi il solo specialista in servizio può evadere solo l’attività già programmata e dirotta il resto al Santa Corona aumentando a dismisura le lista d’attesa.


«Mi è stato segnalato il caso di una paziente affetta da ernia discale dolorosa, ischemica e, quindi, non operabile, che veniva curata all’ambulatorio di “Terapia del dolore” dell’ospedale di Albenga, ed ora dirottata a Santa Corona, con trattamento a data da destinarsi, che per tre mesi è stata costretta a convivere con il dolore. Ma un paziente, tormentato dal male, non può aspettare – ha aggiunto il capogruppo Pdl – ed è costretto a rivolgersi a un anestesista “privato” che talvolta arriva a chiedere, per questa prestazione, 500 euro. Occorre affrontare il problema magari utilizzando le risorse recuperate dalle fughe dei pazienti che il reparto privato di eccellenza di Chirurgia ortopedica del G.s.l. (Gruppo sanitario ligure) ha generato, quantificate per l’anno trascorso in un milione e mezzo di euro e destinate ad aumentare, nelle previsioni, per quest’anno, con l’estensione ai pazienti extraregionali dell’attività operatoria d’eccellenza, per riportare il servizio pubblico su livelli accettabili».

Claudio Montaldo, assessore alla Salute, ha risposto: «Relativamente al servizio di anestesia, un medico ha cessato il lavoro, ma l’azienda è stata autorizzata a rimpiazzarlo e quindi si ristabilisce l’organico precedente. La paziente di cui parla l’interrogazione è stata presa in carico dall’ospedale Santa Corona nelle 48 ore successive alla richiesta. Il centro terapia del dolore ha sede presso l’ospedale Santa Corona. Le visite sono calendarizzate secondo la classificazione: urgente; da effettuare entro 10 giorni; differibile; programmabile. E’ quindi il medico prescrittore che stabilisce il periodo entro cui il paziente deve essere visitato. Per quanto riguarda l’attività privata, a cui ha fatto ricorso la persona oggetto dell’interrogazione, all’interno della Asl non si prescrivono epidurali jn intramoenia perché è possibile evadere tutte le richieste in tempi congrui. In particolare vengono eseguite circa 2100 epidurali ogni anno e oltre 1000 visite a nuovi pazienti. Il livello di attività e di risposta è buono e il servizio funziona in modo abbastanza tempestivo»

Marco Melgrati ha ribattuto: «Dall’assessore Montaldo non riesco mai a ricevere una risposta che mi soddisfi. La paziente sarà anche stata presa in carico formalmente entro i tempi giusti, ma tra visita e l’intervento sono passati tre mesi. Non può dire che questa sia una risposta efficiente. E poi non mi è stato detto come viene utilizzato il risparmio di 1 milione e mezzo di euro che doveva essere investito nell’ospedale di Albenga».

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