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INTERROGAZIONE DI RIXI SUL PAGAMENTO DEL BOLLO DEI VEICOLI STORICI

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L’assessore regionale allo Sviluppo economico Edoardo Rixi: via l'Irap

edoardo rixiGENOVA. 20 NOV. Edoardo Rixi della Lega Nord Liguria – Padania, ha presentato un’interrogazione, sottoscritta anche da Maurizio Torterolo (Lega Nord Liguria-Padania) e Marco Melgrati, Luigi Morgillo e Roberto Bagnasco (Pdl), per chiedere la revisione della normativa regionale che regola il pagamento del bollo per veicoli storici.

Il consigliere ha ricordato l’articolo 63 della legge 342 del 2000, che ha introdotto importanti novità in materia fiscale per i veicoli ultratrentennali: in particolare, per quanto riguarda la tassa di possesso, la legge prevede la conversione a tassa di circolazione forfettaria, da pagare solo nel caso in cui il veicolo sia effettivamente messo in circolazione su strada.

La stessa legge – ha aggiunto Rixi- puntualizza che il beneficio si estende “agli autoveicoli e motoveicoli di particolare interesse storico e collezionistico per i quali il termine è ridotto a venti anni”, individuati “con propria determinazione” dall’ASI (Automotoclub Storico Italiano) e dall’FMI (Federazione Motociclistica Italiana).


«In Liguria l’applicazione dell’articolo 63 della legge 342 – ha spiegato il consigliere – è disciplinata da un’apposita legge regionale e, precisamente, dall’articolo 10 della legge regionale 4 febbraio 2005, n. 3 così come modificato dalla legge regionale 24 gennaio 2006, n. 2 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione Liguria (Legge finanziaria 2006)), la quale prevede espressamente l’iscrizione ad ASI/FMI. Ritengo, però, che tale legge contrasti con quanto dettato dalla Corte Costituzionale nella sua sentenza n. 455 del 2005, secondo cui le Regioni hanno potere di riscossione ma non di interpretazione della legge e con la sentenza della Corte di Cassazione del 15 febbraio 2013. La Commissione Tributaria di Genova ha recentemente accolto, infatti, un ricorso di un cittadino contro la richiesta dell’attestato ASI perché è opinione della Commissione che questa richiesta violi non solo la legge, ma anche le norme imposte dall’Unione europea sulla libera concorrenza e che i poteri che, allora, “verrebbero attribuiti all’ASI darebbero luogo ad un diritto esclusivo in regime di monopolio contrario alle regole di concorrenza stabiliti dal TFUE”». Proprio per rivedere la norma il 21 marzo 2013 è stata presentata una proposta di legge regionale firmata dai consiglieri Rixi, Bruzzone, Torterolo, Melgrati e Bagnasco.

Per la giunta ha risposto l’assessore alle risorse finanziarie Sergio Rossetti: «La stessa sentenza della Corte costituzionale del 2005 è letta in modi differenti quando, invece, non ha fatto altro che dichiarare l’illegittimità costituzionale del comma 1 dell’articolo 10 della legge regionale 3 del 2005, perché prevedeva casi di esenzione dalla tassa automobilistica dei veicoli di particolare interesse storico e collezionistico non contemplati dalla norma statale. La Regione ha provveduto, quindi, alla modifica della legge limitando la potestà di certificazione a Asi e Fmi. Prevedendo, quindi, l’iscrizione dei veicoli ai due registi la Regione ha voluto dare attuazione ai principi della norma statale, cioè la tutela di un bene storico-culturale che fosse in un ottimale stato di conservazione. Al contrario – ha aggiunto – l’autocertificazione non consentirebbe una valutazione tecnica di storicità e potrebbe consentire ad un veicolo ultraventennale ma ridotto ad un ammasso di ruggine di beneficiare di un’esenzione fiscale. Ad alimentare l’incertezza applicativa hanno contribuito alcune sentenze della Commissione tributaria di Genova del tutto contrastanti fra loro: talune affermavano la piena validità della norma regionale, altre la contestavano giungendo addirittura a disapplicarla». Rossetti ha ricordato che questa situazione è simile a quella di quasi tutte le regioni anche a causa dell’indeterminatezza della norma nazionale. «Una modifica della norma regionale potrebbe essere una soluzione tuttavia sarebbe auspicabile e ottimale una modifica della normativa nazionale che imponga chiaramente a Asi o altri soggetti di redigere un elenco per tipologia di veicoli, marca e modello, che funga da riferimento per tutti. Mi impegno – ha concluso Rossetti – a portare la questione nel Coordinamento Affari Finanziari per richiedere al Governo una urgente riproposizione della norma erariale, che risolva i dubbi interpretativi e che tuteli realmente il patrimonio storico e culturale dei veicoli».

Rixi ha ribadito che gli appassionati sono costretti ad iscriversi ad una associazione privata secondo un metodo ereditato dal passato.

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