Interpellanza dei Verdi per il Museo Archeologico

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SAVONA. 10 NOV. Depositata da Noi Per Savona e Verdi un’interpellanza per chiarire definitivamente il futuro del museo Archeologico di Savona. A rischio una richiesta danni dall’Istituto di Studi Liguri.

Prosegue la diatriba per la Cultura a Savona, con il museo Archeologico al centro del dibattito. Noi per Savona e Verdi, attraverso la Consigliera Daniela Pongiglione, hanno presentato un interpellanza che, in più domande, chiede risposte chiare sulle intenzioni della Giunta Caprioglio e il futuro del museo cittadino, tenendo anche conto di tutte le attività, didattiche e di ricerca, che erano già state programmate o avviate.

L’interpellanza completa:

 

PREMESSO CHE

negli scorsi mesi il Comune di Savona aveva assegnato la gestione del Museo Archeologico all’ATI composta dalla Cooperativa Archeologia di Firenze e dalla cooperativa ARCA di Albisola Superiore (SV) dopo la gestione ultra ventennale della sezione Sabazia dell’Istituto Internazionale di Studi Liguri;
l’Istituto predetto ha impugnato gli esiti di gara ottenendo la risposta positiva dal TAR Liguria con sentenza appellata al Consiglio di Stato da parte dell’ATI predetta e decisione attesa per il gennaio 2017;
la gestione dell’Istituto Internazionale di Studi Liguri  è continuata con carattere provvisorio e in regime di proroga fino al 31 ottobre 2016 in attesa della sentenza del Consiglio di Stato;
la dirigente del settore cultura del Comune di Savona ha deciso in autotutela di revocare l’indizione della gara per la gestione chiudendo di fatto il Museo archeologico alla data del 1 novembre 2016;

CONSIDERATO CHE

1. la gestione della Sezione Sabazia dell’Istituto Internazionale di Studi Liguri ha significato:
circa settemila visitatori nel solo 2015;
l’inaugurazione del secondo piano espositivo;
la partecipazione ad importanti programmi comunitari con il recente ACCESSIT,che ha permesso un profondo rinnovamento del percorso espositivo;
un forte rapporto con le attività di ricerca archeologica sulla collina del Priamàr svolte dall’Istituto Internazionale di Studi Liguri e dall’Università di Genova su autorizzazione ministeriale, alla ricerca dell’antica città medievale sepolta sotto la fortezza genovese, il che rende possibile mutare nel corso del tempo gli allestimenti e l’esposizione in modo da garantire una continua evoluzione del materiale esposto in rapporto alle scoperte archeologiche, tanto che il Museo ha assunto pure il nome di “Museo della Città”;
una forte collaborazione con le scuole tanto che attualmente vi sono prenotazioni in corso per mesi da parte di scuole della zona ed anche del vicino Piemonte;
una intensa attività di divulgazione tramite le attività abituali del Museo a favore della collettività cittadina in modo da rendere tutta la cittadinanza conscia delle proprie origini;
una attività di ricerca svolta in collaborazione con l’Università di Genova in altri paesi europei,asiatici e africani tanto che spesso il nome di Savona ricorre nei principali siti di archeologia medievale con un indubbio ritorno di immagine per la Città;

2. il Museo aveva attivato un corso sull’indagine archeologica,che rischia di essere sospeso;
3. il Museo aveva proposto alla precedente amministrazione di poter pure gestire gli accessi alla cella di Mazzini,(che qui ideò la Giovine Italia, tappa fondamentale per l’Unità d’Italia), rimanendo peraltro inevasa la richiesta;
4. al Museo lavorano tre persone stipendiate dall’Istituto Internazionale di Studi con funzioni di accoglienza e ricerca;
5. da mesi il deposito del Museo non è più accessibile poiché il Comune non effettua i lavori di sistemazione ordinaria;
6. il Museo è finalista al premio Francovich, assegnato ai Musei italiani più significativi;
DATO ATTO CHE
il Comune di Savona parrebbe orientato a riaprire con un modello di gestione improntato a poche ore di apertura basate su forze volontarie non ancora ben specificate,

SI INTERPELLANO IL SINDACO E LA GIUNTA

per conoscere:
a) per quale ragione si sia assunta una decisione che pone il Comune a rischio di una richiesta danni da parte dell’Istituto Internazionale di Studi Liguri sez.Sabazia, oltre al fatto che si tratta del risparmio di circa 54.000 euro,che già dovrebbero essere stati impegnati a suo tempo per garantire lo svolgimento della gara di cui sono stati impugnati gli esiti;
b) come si intenda garantire la gestione del Museo in modo che si possano continuare a permettere un’apertura articolata su sei giorni settimanali ed uno scambio continuo con gli scavi archeologici attualmente in corso nel complesso monumentale del Priamar (area dell’antica cattedrale);
c) come si intendano tutelare i beni presenti in Museo,che sono oggetto di ricerca ed in tale veste assegnati all’Istituto Internazionale di Studi Liguri oltre al materiale di proprietà del centro ligure di storia della ceramica e quello esposto o depositato e di proprietà statale;
d) come si intenda procedere rispetto all’attività didattica,che era programmata e che rischia di essere sospesa;
e) quali misure si intendano assumere per poter continuare le visite guidate al complesso monumentale del Priamàr, fino a ieri curate dal Museo;
f) quando verranno predisposte adeguate misure per rendere nuovamente accessibili i depositi del Museo ,indispensabili per l’attività di ricerca;
g) come verrà curata la visita alla cella di Mazzini, data la sua importanza per la Storia d’Italia;
h) come si intenda procedere rispetto alle attività di divulgazione scientifica svolta dal Museo ed oggi a rischio di interruzione;
i) come si intendano mantenere i rapporti di collaborazione scientifica con l’Università di Genova e gli altri Istituti di ricerca nazionali ed internazionali in corso;
l) come si intenda procedere rispetto alla candidatura al premio Francovich, che premia l’efficacia espositiva e della comunicazione di un Museo aperto e attivo, grazie alla gestione ultra ventennale dell’Istituto Internazionale di Studi Liguri sez.Sabazia.

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