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Ingegneri Rina arrestati, l’azienda: non li sospendiamo. Indagati in 35

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Tribunale di Genova

GENOVA. 19 APR. “Allo stato non abbiamo sufficienti informazioni a supporto dell’adozione di provvedimenti disciplinari nei confronti dei colleghi”. Lo ha fatto sapere oggi pomeriggio il Rina in merito ai due funzionari arrestati (ai domiciliari) nell’ambito della nuova inchiesta, sulle presunte irregolarità nei certificati per navi e traghetti, partita da quella su Jolly Nero e crollo della Torre Piloti a Molo Giano.

I due ingegneri, quindi, non sono stati licenziati e nemmeno sospesi dall’azienda di certificazioni, che ha sede in via Corsica a Carignano. Gli ingegneri del Rina finiti agli arresti domiciliari sono Marco Benzi e Giorgio Ceroni.

Nell’ambito della nuova inchiesta risultano indagate 35 persone. Secondo l’accusa, a seguito del riscontro di avarie o incidenti il Rina rilasciava certificati con prescrizioni per far viaggiare le navi in sicurezza. Tali certificati però sarebbero stati modificati, facendo sparire alcune prescrizioni, a seguito di contatti con le compagnie di navigazione. Per questo i due funzionari dell’ente certificatore sono accusati, oltre che di falso, anche di accesso abusivo a sistema informatico.


Per gli inquirenti, oltre alla certificazione sulla Jolly Nero sarebbero state modificate anche quelle relative a navi passeggeri e al traghetto “Norman Atlantic”.

 

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