Ingauni a Venezia alla Biennale Architettura

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La struttura galleggiante proposta da Nlè
La struttura galleggiante proposta da Nlè
La struttura galleggiante proposta da Nlè

SAVONA. 8 LUG. E’ tornata oggi da Venezia la delegazione ingauno-savonese di critici d’arte, galleristi, fotografi, giornalisti ed esperti del settore, che ha visitato la Biennale di Architettura. A guidare il gruppo è stato Adalberto Guzzinati, giornalista e critico d’arte che segue la kermesse veneziana, dedicata alla architettura, da una decina di edizioni. “Quest’anno – ci ha spiegato lo stesso Guzzinati- lo scopo dell’ evento era quello di far confluire a Venezia il maggior numero possibile di progetti ed iniziative che avessero l’ obiettivo di mettere in luce come l’architettura possa contribuire davvero a migliorare la nostra vita e quanto possa fare per risolvere le tante emergenze del mondo contemporaneo”.

Il titolo “Reporting from the front” è infatti già abbastanza indicativo circa gli obiettivi che si poneva all’apertura del 28 maggio il direttore Alejandro Aravena che ha spiegato quanto la quindicesima Mostra Internazionale di Architettura si proponeva di poter offrire un nuovo punto di vista, come quello che Maria Reiche (che è immortalata nella foto simbolo della Biennale) aveva dall’ alto della scala in alluminio utilizzata dalla famosa archeologa per studiare le linee Nazca.

“E’ stata una edizione notevole, dalla forte tensione ideale e volta al bene comune. Il titolo stesso dato alla kermesse– conclude Guzzinati- e l’ immagine simbolo e più significativa scattata da Bruce Chatwin sono state davvero l’ occasione per aiutare ciascuno di noi visitatori per riflettere, camminando fra i vari padiglioni veneziani, sull’ essenza stessa e sul fine rivolto al bene comune dell’ Architettura presentata dalla quasi totalità dei padiglioni nazionali”.

 

Come di consueto, nel corso della manifestazione, che si chiuderà il 27 novembre, vengono offerte al pubblico a centinaia le iniziative e gli appuntamenti collaterali alla Biennale, capaci di richiamare a Venezia centinaia di migliaia di tecnici, studiosi, appassionati di archittettura e di arte, studenti e turisti curiosi.
A noi quella che ha destato maggiore impressione è stata la collettiva “Dialogo Extra Moenia” all’ isola di San Servolo, nell’ambito di “Senza Terra”: 63 artisti fra architetti, pittori, scultori, fotografi, musicisti, registi, disegnatori, grafici, performer, pubblicitari e chef, hanno messo in mostra le loro proposte per passare dal Caos al dialogo. Fra i più ammirati Giulio Candussio, Pino Chimenti, Lucio Del Pezzo, Annamaria Gelmi, Plinio Mesciulam, Skizzo, Tino Stefanoni, Ernesto Tatafiore, Silvio Vigliaturo e l’inossidabile ed intramontabile Gillo Dorfles.

Tornando alla Biennale ai Giardini ed all’ Arsenale notevole il Padiglione Italia, ospitato alle Tese delle Vergini in Arsenale, sostenuto e promosso dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Direzione Generale Arte e Architettura Contemporanee e Periferie Urbane, ed affidato al team curatoriale TAMassociati: Massimo Lepore, Raul Pantaleo, Simone Sfriso.

Grande efficacia dei progetti presentati nei padiglioni della Finlandia, Perù e Argentina. Interessanti le proposte di riqualificazione urbana presentate dal Venezuela ( ben 15 i progetti realizzati a Caracas ed in altre grandi città) e dagli architetti cinesi. Tanto pubblico anche per ammirare i più recenti progetti dello Studio di Renzo Piano e grande fascino per il progetto presentato dalla Turchia con la “Bastarda” la nave fatta a pezzi ad Istanbul e ricostruita in Biennale. Illuminanti i progetti di Tadao Ando, mentre hanno suscitato qualche perplessità e delusione i padiglioni australiano, svizzero e francese.

Quest’ anno il Leone d’oro per la miglior partecipazione nazionale è stato assegnato alla Spagna con ‘Unfinished’. Menzioni speciali per Perù e Giappone. Il Leone d’oro per il miglior partecipante è andato a “Gabinete de arquitectura”, mentre quello d’argento, che viene sempre assegnato ad un giovane e promettente architetto è stato assegnato a Nle’. Menzione speciale per Maria Giuseppina Grasso Cannizzo. Il Leone d’oro alla carriera è stato consegnato invece al brasiliano Paulo Mendes Da Rocha.
CLAUDIO ALMANZI

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