Inferi psichedelici per Orfeo Rave in Fiera

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Inferi psichedelici per Orfeo Rave in Fiera
Inferi psichedelici per Orfeo Rave in Fiera
Inferi psichedelici per Orfeo Rave in Fiera

GENOVA. 9 MAG. Nove scene che hanno richiesto un impegno di materiali tecnici che solo grazie alla collaborazione di Teatro Stabile e Carlo Felice  è stato possibile realizzare, il tutto per riempire uno spazio davvero mastodontico all’interno del Padiglione B – Jean Nouvel della Fiera di Genova.

Questa la struttura su cui si articola il nuovo spettacolo della Tosse, Orfeo Rave di Emanuele Conte e Michela Lucenti, che sabato 7 maggio ha dato il via al Festival Genova Outsider Dancer.

Uno spettacolo itinerante, ma non a quadri, che richiede  al pubblico di entrare dentro alla messa in scena attraverso le scenografie. Uno spettacolo che ha come protagonista assoluta la Morte, che è presente sempre, ovunque  e che padroneggia  nello spirito di artisti e spettatori, non lasciando spazio ad altro. Del resto lo spazio circostante è  tanto ampio quanto vuoto e così deve rimanere scolpito dagli elementi scenici e l’effetto luci che comunque non lo riescono a colmare. Ma del resto la vuotezza fa parte di questa particolare esperienza voluta dagli autori.

 

La morte racconta e si racconta, la morte accoglie fra le sue cupe braccia sia i personaggi che gli spettatori che camminano spinti da un filo invisibile verso le varie scene che rimandano al filo conduttore della storia di Orfeo e della sua Euridice. Il testo di Elisa D’Andrea fa fatica a narrare con chiarezza i vari episodi del mito, dal matrimonio con Apollo, al colloquio tra Ade e Persefone, dal momento corale con Tantalo, fino al baccanale da cui parte il rave. Ma vogliamo sperare sia tutto voluto come il dialogo tra Ermes e Bacca, che disquisiscono sulle ragioni per cui Orfeo si è voltato perdendo per sempre l’amata. Orfeo è sceso agli inferi e malgrado sia stato avvisato del rischio che correva se si fosse voltato prima del tempo, ha scelto poi di farlo per scherzo o per capriccio? Il regista ci dà la sua risposta ricordando  quanto gli uomini temano più l’amore che la morte e per questo  il suo Orfeo ha scelto di girarsi perché in realtà andava alla ricerca di sé e per trovarsi doveva lasciare una parte di sé ormai perduta, tra cui l’amore.

Per fortuna questa drammaturgia un po’ zoppicante si appoggia al linguaggio della danza dove sicuramente trova la grande esperienza di Michela Lucenti, brava come sempre. Abile come ballerina, attrice e cantante la Lucenti è la colonna portante dello spettacolo, l’unica luce vera che brilla all’interno di un grande buio, malgrado il disorientante bagliore di una eccessiva quantità di luci psichedeliche. E così in uno scenario dal sapore di discoteca anni’90 si consuma il dramma della solitudine e della morte, (in effetti come meglio traducibile se non all’interno di una discoteca!) dove ballerini- zombie stile Triller di Michael Jackson ci ricordano che la vita è destinata a finire, che siamo polvere e che anche l’amore è un illusione.

L’unica scena che sa di vita e per questo è bella e sincera è il passo a due tra Orfeo ed Euridice eseguito proprio da Michela Lucenti e il bravo ballerino di colore della sua compagnia. I due sono affiatatissimi, la costruzione della coreografia è perfetta, fluida ed emozionante. Convincente anche Maurizio Camilli , lo storico attore della Compagnia della Lucenti, che in questa messa in scena recita solamente e lo fa davvero bene. Il suo personaggio  parla dall’alto di una postazione tenuta su da 4 catene (simboliche) e confessa il tormento vissuto nel senso di colpa di aver causato la morte della giovinetta caduta nel pozzo, che non è altro che Euridice. (nelle foto: alcuni momenti di Orfeo Rave che si è svolto nel Padiglione B della Fiera).

Lo spettacolo Orfeo Rave avrà repliche fino a marcoledì 11maggio.

FRANCESCA CAMPONERO

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