Incontro pubblico con i magistrati Caselli e Sansa a Spotorno

0
CONDIVIDI
Il procuratore Caselli, con Adriano Sansa al dibattito pubblico
Il procuratore Caselli, con Adriano Sansa al dibattito pubblico
Il procuratore Caselli, con Adriano Sansa al dibattito pubblico

SAVONA. 21 AGO. Il sentimento della giustizia tra cittadini e istituzioni, è il titolo del dibattito pubblico che si svolgerà a Spotorno, in piazza della Vittoria, venerdì 21 agosto, alle ore 21:15, con i magistrati Gian Carlo Caselli e Adriano Sansa, nell’ambito del festival “Parole ubikate in mare”.

Qual è il rapporto tra politica, etica e giustizia nella nostra società? E qual è la percezione che hanno i cittadini della giustizia nel nostro paese? In un paese di corruzione dilagante e ormai sistemica, la Magistratura, forte della sua indipendenza, riesce a avviare indagini e processi, tutelando gli interessi collettivi, tra cui anche quello della salute, come è successo a Savona per l’inchiesta sulla centrale a carbone Tirreno Power. Ma con grande fatica, perché lasciata sola; sarà anche per questo che il sistema giudiziario italiano resta un malato grave. Secondo Caselli (che nella sua carriera si è occupato di mafia, terrorismo e reati ambientali) l’obiettivo di una parte significativa della politica è ridurre l’indipendenza della magistratura, demolirne l’immagine anche nell’immaginario dei cittadini. Eppure è sempre più evidente che senza giustizia deperisce la qualità della convivenza civile. Per questo non dobbiamo concederci il lusso della rassegnazione e del silenzio, e continuare a vigilare…

Introduce Claudio Porchia

 

Ingresso gratuito

(In caso di pioggia: nella Sala congressi Palace)

Il Procuratore Caselli due anni fa venne a Savona in occasione del dibattito: “La Costituzione e la Magistratura a tutela della salute contro i colossi che inquinano”

Riportiamo le parole pronunciate del Procuratore:

“la forza straordinaria della nostra Costituzione nella tutela della salute.

Sono vent’anni che la politica delega alla Magistratura problemi che non sa come risolvere. Ilva, Montedison, ThyssenKrupp, Eternit: la Magistratura, forte della sua indipendenza, riesce a far celebrare processi contro questi colossi, tutelando finalmente la salute dei cittadini…”

Proprio come l’inchiesta per la centrale a carbone Tirreno Power a Vado, attualmente sequestrata per disastro ambientale con 86 indagini.

“…per quanto riguarda il diritto alla salute, per esempio una volta si poteva scaricare nelle acque pubbliche tutto quello che si voleva, i veleni più incredibili, e non succedeva niente perché non c’era ancora una legge che lo vietasse – oggi magari nonostante le leggi lo si fa lo stesso ma almeno c’è la legge che lo vieta – o una legge che imponesse i depuratori, finché la magistratura, una parte almeno, quelli che verranno subito definiti “Pretori d’assalto” scoprono la Costituzione, consapevoli della forza che deriva dall’essere indipendenti in forza dei principi scritti nella Costituzione, e allora -dalla pletora delle leggi plenarie del nostro ordinamento- riesumano per esempio una legge che tutela il patrimonio ittico del nostro paese, e cioè che se tu scarichi nel mare o nei fiumi delle sostanze tossiche facendo del male ai pesci commetti un reato. Un piccolo reato, una contravvenzione, unita con allora poche lire di multa. Un reato, che in quanto reato mette in movimento l’intero meccanismo del processo penale, compresa la possibilità di sequestrare ciò che determina il reato, produce dei danni, per evitare che questi danni siano portati ad ulteriori conseguenze.

Stiamo già parlando dell’Ilva, anche se storicamente parlerò di altri casi… Alcuni Pretori d’assalto una quarantina di anni fa sequestrarono uno stabilimento Montedison che scaricava in mare fanghi rossi di Scarlino, uno scandalo incredibile perché toccare la Montedison all’epoca era toccare la prima -insieme alla Fiat- potenza economico-politica del nostro paese. Questi pretori, forti della loro indipendenza, applicando la Costituzione in modo da rendere il diritto alla salute non soltanto cosa scritta ma cosa effettiva e reale, sequestra la Montedison e mettono in movimento in progress tutta una serie di cose che porteranno anche alla legge Merlin, la prima legge che prevede obblighi precisi di tutela per la salute pubblica anche attraverso il non inquinamento delle acque pubbliche.

Questo è la forza straordinaria ancora oggi della nostra Costituzione, per quanto riguarda la tutela della salute e della sicurezza sul posto di lavoro: diritti scritti che prevedono nel contempo strumenti di presìdio e di tutela di questi diritti, e che in quanto autonomi possono fare ciò che è necessario perché i diritti siano quanto più possibile realizzati nell’interesse di tutti.

Potremmo fare un’infinità di esempi che sono la storia dell’applicazione della nostra Costituzione in tutti questi anni. Pensiamo alla ThyssenKrupp o alla Eternit: la magistratura che forte della sua indipendenza riesce a far celebrare processi contro questi colossi mondiali, parliamo di multinazionali potentissime, meglio tutelando finalmente, con terribili ritardi ma certamente non dovuti alla magistratura, la salute dei cittadini in fabbrica e fuori dalla fabbrica, perché per l’Eternit lo sapete tutti sono morte tremila persone ma non soltanto operai che lavoravano in fabbrica, anche persone che in fabbrica non erano mai entrate ma che sono venute a contatto per esempio con gli indumenti che i loro parenti indossavano lavorando in fabbrica che potevano causare malattie e sofferenze fino ad esiti anche letali.

E oggi il caso Ilva e l’inerzia della politica: sono vent’anni che la politica delega alla magistratura problemi che non sa come risolvere o non ha la forza di affrontare cercando delle soluzioni…

La politica costantemente delega alla magistratura i problemi che non sa risolvere ma con un corollario, una sorta di asticella che non viene mai scritta, mai esplicitata, ma idealmente fissata; quando la magistratura oltrepassa questa asticella, nel senso che tocca interessi che del controllo della legalità non ne vogliono sapere, ecco che scoppiano le polemiche furibonde contro la magistratura, esattamente quello che è successo in tutti questi anni per chi si è occupato di queste cose.

È questa capacità della Costituzione -diritti correlati a strumenti autonomi di presìdio dei diritti stessi- che preoccupa ancora oggi certe forze politico-culturali del nostro paese che quindi vedono la Costituzione come un fastidio, come un ostacolo alla migliore realizzazione dei loro interessi, al recupero di quei rapporti di forza che sono precostituzionali e che si è cercato in svariati modi e si cercherà ancora di recuperare andando in contrasto in contraddizione in controtendenza rispetto a quelli che sono gli interessi di tutti i cittadini per privilegiare ancora una volta qualcuno soltanto, quindi per ridare cittadinanza alla parola privilegi istituzionalmente parlando, che sono proprio quei privilegi che la nostra Costituzione ha voluto cancellare fondando la sua architettura sul primato dei diritti uguali per tutti…”

Adriano Sansa (Pola, 1940) è un ex magistrato e scrittore. Dal 1967 scrive poesie. Nel 1993 si è candidato come indipendente di centrosinistra a sindaco di Genova e vinse le elezioni al secondo turno con il 59% dei voti. E stato Presidente del Tribunale per i minorenni di Genova.

Gian Carlo Caselli (Alessandria, 1939) è un ex magistrato e scrittore. Dagli anni settanta nel Tribunale di Torino, come giudice istruttore penale ha trattato reati di terrorismo riguardanti le Brigate Rosse e Prima Linea. Nel 1984 ha fatto parte della commissione per l’analisi del testo di delega del nuovo codice di procedura penale e nel 1991 è stato consulente della Commissione Stragi. Dal 1986 al 1990 è stato componente del Consiglio Superiore della Magistratura. Nel 1991 è stato nominato magistrato di Cassazione ed è divenuto Presidente della Prima Sezione della Corte di Assise di Torino. Dal 1993 al 1999 è stato Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Palermo ottenendo importantissimi risultati nella lotta alla mafia come l’arresto di boss del calibro di Leoluca Bagarella, Gaspare Spatuzza, Giovanni Brusca. A quel periodo risale anche il processo per mafia al leader democristiano e più volte Presidente del Consiglio Giulio Andreotti, iniziato nel 1993 e conclusosi nel 2004. Il processo ebbe enorme risonanza mediatica e fu interpretato da molti come un giudizio nei confronti dell’intero sistema politico italiano di allora. Dal 1999 sino al 2001 è stato Direttore generale del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria. A marzo 2001 è nominato rappresentante italiano a Bruxelles nell’organizzazione comunitaria Eurojust contro la criminalità organizzata. Nel 2005 il Parlamento, attraverso l’approvazione di un emendamento, impedì per limiti di età a Caselli di diventare Procuratore nazionale antimafia. Dopo aver ricoperto il ruolo di Procuratore Generale presso la Corte d’Appello di Torino, viene nominato Procuratore Capo di Torino. Si è occupato anche di reati commessi in occasione delle manifestazioni del movimento No Tav.

LASCIA UN COMMENTO