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INCIDENTI DI IERI SERA A GENOVA PRESSO MARASSI: I CROATI VOLEVANO ACCODARSI AI PARENTI DEI CALCIATORI DELL’HAJDUK

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o arrestato per danneggiamenti, resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale, il triste bilancio degli scontri avvenuti ieri sera a Genova prima del match Sampdoria-Hajduk (1-1). E a parte il fatto che “la madre dei fessi è sempre incinta” (come recita un noto adagio popolare n.d.r.), pare da ricostruzioni fatte a mente fredda che il motivo scatenante degli improvvisi quanto violenti scontri scoppiati intorno alle 19 sul Ponte Serra presso l’impianto calcistico del “Ferraris” di Genova nell’imminenza dell’incontro Pre-Uefa tra supporters croati, tifosi sampdoriani e polizia, sia stato innescato dall’improvviso e imprevisto movimento del nutrito corteo di circa 300 spalatini che volevano spostarsi dal percorso scortato da Sant’Agata fino alla “gabbia” ospiti a destra della Gradinata Nord, per accodarsi alla quarantina di parenti stretti (mogli, figli, genitori) del calciatori dell’Hajduk che stavano recandosi, passando per Via Del Piano, verso la Tribuna Inferiore centrale come da accordi con la società genovese. Lo scarto in massa dei 300 croati fuori dal percorso blindato preparato dalla Questura, ha disorientato sul momento il Reparto Mobile proprio mentre sul Ponte Serra si avvicinavano, per quello che è diventato un pericoloso contatto, circa 200 tifosi sampdoriani diretti verso l’ingresso nella Sud. Da qui prima le provocazioni verbali, poi le botte: provvidenziale la barriera creata in pochi secondi dagli agenti che ha scongiurato esiti peggiori. Marcello Di Meglio (nella foto alcuni agenti del VII° Reparto Mobile della Polizia in assetto antisommossa controllano a vista due tifosi croati appena dopo la fine dei violenti scontri di Ponte Serra nei pressi del monumento a ricordo di Claudio Spagnolo)

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