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Inchiesta Infront, pm: associazione delinquere per Galliani e Preziosi

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Inchiesta Infront, pm: associazione delinquere per Galliani e Preziosi

Il Gip respinge la tesi della procura.

GENOVA. 4 MAG. Secondo la Procura di Milano, “può ritenersi” che l’ex Ad del Milan Adriano Galliani ed un’altra persona, “abbiano costituito un’associazione a delinquere in grado di interporsi fin dal 2009 tra le squadre di calcio, cui spettano gli ingenti benefici della commercializzazione in Italia e all’estero dei diritti audiovisivi (stimabili in non meno di 1,5 miliardi all’anno) e il mercato, per appropriarsi illecitamente e clandestinamente di una fetta consistente di questi”.

A scriverlo sono i pm milanesi in una richiesta di arresto respinta dal Gip, Manuela Accursio Tagano, nell’ambito dell’inchiesta sulla compravendita dei diritti tv della Lega Calcio e su Infront, società che gestisce i diritti di Serie A e di Serie B nel calcio.

Il Gip, Manuela Accursio Tagano ha respinto la tesi della procura sostenendo che non si trattasse di una associazione a delinquere ma al massimo di una lobby.


Galliani non risulterebbe iscritto formalmente nel registro degli indagati. Le altre persone con cui l’ex dirigente del Milan avrebbe dato vita alla presunta associazione a delinquere sarebbero, tra gli altri, il presidente del Genoa, Enrico Preziosi, tre ex manager di Infront Italy (Marco Bogarelli, Andrea Locatelli e Giuseppe Ciocchetti) e l’imprenditore Riccardo Silva, patron di un’altra società che si occupa di diritti tv.

Contro il diniego del giudice la Procura ha fatto ricorso al Tribunale del Riesame.

3 COMMENTI

  1. Questo è un complotto di Mafia Capitale e Trump perché hanno paura dell’espansione di Enrico Preziosi nel settore dei calzaturifici. MALEDETTI PEZZENTI, giù le mani da Enrico!!!!!

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