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INCESTO-TRUFFA IN MANETTE MADRE E FIGLiO AD IMPERIA

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IMPERIA.3GIU. Nei giorni scorsi i militari della Stazione Carabinieri di Imperia, coordinati dal Maresciallo Gianoli, hanno tratto in arresto ed accompagnato presso i propri domicili due cittadini imperiesi, madre e figlio, accusati di aver raggirato, tramite tecniche di persuasione molto sofisticate basate anche sulla conoscenza approfondita della vita privata della vittima, il dipendente di un albergo (50enne di Imperia). In particolare la donna, le cui iniziali sono E.B. (55enne di Imperia) fingendosi la ex dell’ignaro truffato, gli chiedeva reiteratamente ingenti somme di denaro raccontando di essere segregata dal suo nuovo convivente, nel frattempo trasformatosi in aguzzino, per poter fuggire da questa pericolosa situazione e rifarsi una nuova vita altrove. Il ruolo del figlio, le cui iniziali sono M.L. (24enne di Imperia) era invece quello di avvalorare il racconto della madre fingendosi il suo attuale compagno – aguzzino e inducendo nella vittima la convinzione che per via della sua gelosia primo o poi avrebbe compiuto nei confronti della stessa un gesto violento scaturente dal movente passionale. Avendo afferrato la sensibilità emotiva e psicologica del povero malcapitato, i protagonisti di questa squallida storia si sono spinti al punto di costringere lo stesso a vendere finanche un immobile di proprietà pur di procurarsi contante necessario per sventare qualsivoglia pericolo, di fatto assolutamente inesistente, per la sua cara ex. Grazie alle investigazioni tempestive gli inquirenti sono riusciti, in questo caso, a “recuperare” circa 25.000 euro di cambiali già sottoscritte dalla vittima, pronte per essere incassate.
Grande poi è stata la sorpresa degli investigatori quando, stringendo il campo degli accertamenti e delle doverose indagini sul particolare modus operandi di questa “coppia incestuosa del crimine” si sono trovati di fronte ad un vero e proprio giro di prostituzione, con tanto di casa di appuntamenti e meretrici all’opera, gestita a due passi dal centro di Oneglia sempre da E.B., che ora, nella sua seconda veste di “maitresse”, si preoccupava di pubblicizzare su riviste di annunci l’attività di “massaggi particolari” delle sue sfruttate con l’accorgimento di cambiare frequentemente il numero di cellulare su cui eventualmente fissare gli appuntamenti. Al termine dell’attività d’indagine protrattasi per alcune settimane sotto la direzione della Procura della Repubblica del Capoluogo, l’epilogo nella giornata di giovedì scorso con l’arresto di madre e figlio per il concorso nella ideazione e conduzione della sofisticata truffa, nonché della sola madre per l’attività di lenocinio condotta tramite ed in danno di giovani ragazze tutte dell’Est Europa, di età ricompresa tra i 25 ed i 30 anni, che, oltre a veder lesa la loro dignità, hanno dovuto soggiacere ad un parassitismo economico pari al 50% del valore delle prestazioni.

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