Inaugurata ad Albissola la personale di Vescovo

0
CONDIVIDI
Roberto Vescovo fotoartista straordinario al Bludiprussia
Roberto Vescovo fotoartista straordinario al Bludiprussia

SAVONA. 31 LUG. E’ stata inaugurata nei giorni scorsi ad Albissola Marina, presso il Centro Artistico e Culturale “Bludiprussia”, la personale dell’artista finalese Roberto Vescovo. “ Oltre l’immagine” è il titolo già sufficientemente esplicativo di quello che è l’intento dell’artista che da diversi anni è impegnato a cercare proprio ciò che si può trovare, scavando nello scatto ed andando oltre a quella che può essere una prima superficiale impressione che una immagine può dare al fruitore.

La personale dell’ artista-fotografo proseguirà fino al 30 agosto 2015. Il percorso espositivo dedicato a Vescovo copre interamente le due attuali sedi della Galleria, diretta da Paola Grappiolo. Alla inaugurazione della mostra erano presenti oltre alla padrona di casa Paola Grappiolo, il Vicesindaco del Comune di Albissola Marina Nicoletta Negro, l’ Assessore alla Cultura del Comune di Albisola Superiore Giovanna Rolandi, la delegata alla Cultura della locale Sezione della Fivl Luisa Cevasco, lo scrittore Antonio Rossello, il noto editor e critico d’arte Armando d’Amaro, i ceramisti Ernesto Canepa e Gianni Bacino, il grafico Vincenzo Vinotti, appassionati d’arte ed amici dell’artista.

“La tecnica impiegata da Roberto – dice Armando D’Amaro- è basata sulla stampa fotografica montata su alluminio. Si sviluppa attraverso la ricerca sull’immagine, la sua elaborazione con supporto informatico, trovando motivi di sintesi tra lo “scatto” ed una sua successiva “ri-creazione” basata appunto sulla capacità e sensibilità dell’artista di soffermarsi su alcune lievi, ma precise sfumature. Si tratta di un gesto estremo di liberazione dal reale che getta un ponte fra l’immagine fermata da Roberto con il click e la tormentata e creativa inquietudine di questo grande personaggio dell’arte contemporanea”. Figlio d’arte ( il padre Aldo fu fotoreporter nel Dopoguerra e la madre Anna una delle prime affermate fotografe liguri) ha proseguito il cammino dei genitori affermandosi come uno dei più attenti fotoreporter liguri di fine Novecento. Solo all’inizio degli anni Settanta ha intrapreso la carriera di fotografo d’arte e ben presto ha ottenuto importanti riconoscimenti. Con l’avvento del digitale la carriera di vescovo è nuovamente mutata: “ Ha saputo- dice il giornalista e critico d’arte Adalberto Guzzinati- trovare ispirazione dalle mille occasioni e stimoli che il nuovo mezzo offriva. Partendo sempre dal reale ha iniziato una ricerca attenta il cui percorso non ha limiti, mettendo in contatto ciò che viene fermato nello scatto e l’interiorità dell’ artista e del fruitore per scoprire davvero cosa ci sia Oltre l’immagine”. Nasce così una sorta di “ Metarealismo” fotografico che è divenuta ormai l’essenza del linguaggio di Roberto Vescovo.

 

“ Una fotografia – spiega Roberto Vescovo- è come una cipolla. Ha tanti strati. Mentre quelli superiori sono legati maggiormente alla realtà, più si va in profondità più possiamo attingere all’essenza di quello che lo scatto ci voleva comunicare, o che esso stesso è riuscito a farci emergere dal profondo della nostra interiorità”. In un mondo in cui la fotografia ci sommerge con la sua superficialità attraverso media e social network c’è dunque chi invece riesce a trasformarla in un mezzo di conoscenza interiore. “ Sono davvero convinto- conclude Vescovo- che oltre ad una immagine ci sia un’ altra immagine”.
CLAUDIO ALMANZI

LASCIA UN COMMENTO