In Vespa da Voltri a Saint Tropez, la carica dei 18

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In Vespa da Voltri a Saint Tropez
In Vespa da Voltri a Saint Tropez
In Vespa da Voltri a Saint Tropez

GENOVA. 3 GIU. Sono le sette e trenta di giovedì. E’ la festa della Repubblica e la riviera si sveglia sonnacchiosa tra il sole che vorrebbe fare capolino tra le nubi della delegazione di Voltri.

La calma del giorno di festa è appena turbata da un suono di motori a due tempi che si radunano sotto il campanile di Sant’Erasmo. I piloti delle tante Vespa presenti, scendono per un caffè, pronti per ripartire alla volta di Saint Tropez, cittadina della riviera francese che in questi giorni ospita il “Vespa World Days”, la più grande kermesse dedicata alla due ruote Piaggio.

Gli amici sono ben diciotto, in sella a modelli più antichi quali uno Sprint Veloce 150 degli anni Sessanta fino ad arrivare ad una Super di pochi anni e a bordo dei loro veicoli affronteranno la strada verso il raduno, sicuri di passare un fine settimana unico e divertente.

 

“Noi siamo un gruppo di amici da sempre appassionati di Vespa”, spiega Aldo Parodi uno dei partecipanti in sella ad un PX azzurro fiammante datato 1984, “siamo tutti iscritti a moto club e vespa club ed abbiamo deciso di partecipare alla manifestazione più importante per gli scooter di Pontedera. Quattro giorni di divertimento e di passione per i nostri mezzi assieme a persone e veicoli provenienti da ogni parte del mondo. Gli organizzatori hanno dicharato ben oltre cinquemila club iscritti”. Ed infatti in questi giorni è capitato spesso di incrociare lunghi serpentoni di scooter in fila in direzione ponente, con targhe nazionali e non. “A Genova la Vespa è fondamentale”, prosegue Parodi, “ma per noi è una vera e propria passione, non importa il modello, lo stato di conservazione o il valore del mezzo, l’importante è la voglia di stare insieme uniti da questo veicolo così particolare in grado di offrire sensazioni uniche…”.

Il gruppo sale in sella e parte verso la meta: seicento chilometri andata e ritorno, quattro giorni di divertimento tra migliaia di appassionati di un mezzo che esattamente settanta anni fa vedeva la luce. E a distanza di tempo, si è trasformato in un vero e proprio mito a due ruote. Attendiamo il ritorno per raccontare la quattro giorni francese.

Roberto Polleri

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