In un libro l’alleanza Islam e nazismo

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La copertina dellibro dello storico genovese Alberto Rosselli
La copertina dellibro dello storico genovese Alberto Rosselli
Attuale: la copertina del libro dello storico genovese Alberto Rosselli

GENOVA. 16 NOV. “Islam, fascismo e nazismo” è il titolo del libro del giornalista e storico genovese Alberto Rosselli (Nuova Aurora Edizioni), direttore della rivista Storia Verità. Pubblicato nel 2011, ha anticipato quello che il premier israeliano Benjamin Netannyhau ha dichiarato nei giorni scorsi suscitando un vespaio di polemiche. Nei prossimi giorni uscirà nelle librerie con una ristampa, arricchita da inediti dettagli.

Il libro spiega “la storia di un’intesa ideologica e strategica che avrebbe potuto modificare l’assetto geopolitico mediorientale ed euroasiatico”. In copertina c’è l’immagine del Gran Muftì di Gerusalemme Muhammad Amin al-Husayni, insieme a quelle di Adolf Hitler e Benito Mussolini. Nell’inserto di mezzo ci sono numerose fotografie dei musulmani volontari nella Legione araba della Wehrmacht, il Muftì a colloquio con il Furher nel 1943 e che passa in rassegna reparti delle SS, la copertina dell’edizione di Mein Kampf tradotta in lingua araba. Nelle 140 pagine, dettagliate da inediti documenti e fotografie dell’epoca, si sostiene la tesi che gli islamici antisemiti suggerirono e condivisero l’Olocausto degli ebrei perché la Germania del Fuhrer, almeno in un primo tempo, come altre potenze Occidentali voleva soltanto deportarli fuori dall’Europa.

Se, dopo la strage di Parigi, oggi il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha detto che “in Israele, come in Francia, il terrore è il terrore. Intifada e Jihad sono la stessa cosa”, nei giorni scorsi ha riconosciuto la tesi dello storico genovese sulle origini della Shoah. Spingendosi oltre: “Hitler non voleva sterminare gli ebrei, voleva espellerli. Ma il Gran Muftì di Gerusalemme andò da lui e gli disse: se tu li espelli verranno tutti qui. Allora Hitler disse: che devo fare con loro? Bruciali, rispose il Muftì”.

 

“Il libro è stato pubblicato quattro anni fa – dice Rosselli – dopo anni di ricerche e viaggi negli archivi storici di Monaco di Baviera ed Israele. I motivi che spinsero la più venerata personalità religiosa del Medio Oriente e i movimenti nazionalisti mediorientali ad unire i propri destini a quelli del dittatore tedesco suscitano un’indubbia curiosità, aprendo le porte a un dibattito ora più che mai attuale”. Fabrizio Graffione

 

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