In Liguria pericolo sismico a Imperia e Lunigiana, Prof. Eva: nulla è stato fatto

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Il sismologo genovese di fama internazionale Prof. Claudio Eva
Il sismologo genovese di fama internazionale Prof. Claudio Eva
Il sismologo genovese di fama internazionale Prof. Claudio Eva

GENOVA. 28 AGO. Nel 2008 la Regione Liguria ha adottato la nuova classificazione sismica, secondo cui l’area regionale è suddivisa in quattro classi di pericolosità decrescenti, contraddistinte con gli indici 3S, 3A, 3B e 4. La classificazione deriva da studi di pericolosità sismica che tengono conto della sismicità di interesse per l’area,  secondo cui vengono definiti i valori massimi di accelerazione del moto del suolo, che hanno la probabilità del 10% di essere raggiunti o superati in 50 anni (periodo di ritorno 450 anni).

Pertanto, la pericolosità sismica della Liguria, pur mostrando dei valori significativi nelle aree più prossime alla Garfagnana e Lunigiana e nell’imperiese, è molto inferiore a quella delle aree di  classe 1 e 2 presenti nella quasi totalità dell’Appennino centro-meridionale.

A differenza del passato, l’adozione della classificazione non comporta l’applicazione delle moderne tecniche antisismiche solo alle nuove costruzioni, ma  richiede che in sede di ristrutturazione o cambio d’uso del costruito vecchio (antecedente all’applicazione della normativa) questo venga adeguato.

 

L’adeguamento sismico è reso obbligatorio per tutte le costruzioni pubbliche e strategiche (scuole, ospedali, teatri ed edifici governativi ecc.).

Nel caso di costruzioni private (case di civile abitazione) può essere eseguito a cura della proprietà un miglioramento sismico.  La differenza tra adeguamento e miglioramento, sta nel fatto che nel primo caso la costruzione dovrebbe avere la stessa capacità di resistere all’azione sismica delle costruzioni nuove, mentre nel secondo la costruzione subisce un semplice rafforzamento.

Quanto è stato fatto dopo l’applicazione della normativa sul territorio nazionale e in Liguria in particolare? Poche sono le nuove costruzioni, quindi antisismiche, nei Comuni classificati e, a causa della cronica carenza di fondi degli Enti locali, pressoché nulla è stato fatto per mettere in sicurezza il patrimonio edilizio pubblico e privato. Ciò comporta che ospedali, scuole ed edifici pubblici e molte infrastrutture siano ad alto rischio in caso di terremoto.

Appare quanto mai necessario un censimento delle urgenze, la quantificazione della spesa e la definizione di strategie di intervento che consentano gradualmente di procedere ad un rafforzamento del tessuto urbano dei Comuni classificati. Inoltre, bisognerebbe predisporre degli incentivi per i privati in modo da invogliarli a procedere con il miglioramento delle loro costruzioni. Claudio Eva

(L’autore è uno dei massimi esperti sismologici a livello internazionale)

 

 

 

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