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IN LIGURIA NASCE L’ ALBERGO DIFFUSO NEI BORGHI STORICI

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da abitazioni localizzate nello stesso centro storico, con una organizzazione e gestione unitaria dei servizi che la giunta regionale ligure ha inserito oggi nelle nuove tipologie di ricettività turistiche. Tipologie che comprendono anche l’ospitalità diffusa, in caso di unità abitative localizzate in più borghi.
Il provvedimento è stato illustrato dagli assessori all’Edilizia e al Turismo Maria Bianca Berruti e Margherita Bozzano, con lo stesso presidente Claudio Burlando e l’assessore all’Agricoltura Giancarlo Cassini.
Per albergo diffuso si intende una struttura ricettiva con prestazioni simili a quelle alberghiere. Struttura con sede in borghi storici con più di cento abitanti, non collocata in un unico edificio ma in modo “orizzontale”, in una organizzazione che prevede una reception e almeno sette unità abitative con oltre trenta posti letto.
La ricettività, in camere o appartamenti con uso di cucina, dovrà essere assicurata in alloggi di diversi edifici, riconoscibili e dalle stesse caratteristiche interne ed esterne, in aree pedonali o prevalentemente tali, distanti al massimo 250 metri l’uno dall’altro.
Gli alloggi dovranno avere locali spazi comuni per gli ospiti, da una sala giochi per bambini, a uno spazio per incontri e riunioni, un point espositivo e per la degustazione dei prodotti tipici di qualità del territorio. Oltre a garantire l’offerta di specifici servizi alberghieri ( accoglienza, assistenza, ristorazione).
Nel caso dell’ospitalità diffusa, la normativa della Regione Liguria punta ad unificare il servizio di prenotazione e ricevimento con una serie di diverse strutture ricettive alberghiere e non alberghiere, localizzate in più borghi e nuclei storici e anche in edifici singoli di uno o più comuni. Ma tutte le strutture dovranno essere connotate da uno stile comune riconoscibile, integrato con il territorio e non una semplice sommatoria di unità abitative ristrutturate e messe in rete.
Con questa proposta regionale si favorirà il recupero di immobili esistenti e la creazione di una rete ricettiva turistica in molte zone dell’entroterra dove difficilmente sarebbe possibile l’apertura di un albergo tradizionale.
Il primo passo per avviare l’iniziativa arò un bando regionale per la selezione di proposte riguardanti l’albergo diffuso da parte degli enti locali. Le prime esperienze saranno finanziate dalla regione Liguria con 1 milione e 650 mila euro.

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