In Liguria 355 profughi, gli altri sono clandestini

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Un'eloquente immagine tratta dal sito infodifesa.it
Un'eloquente immagine tratta dal sito infodifesa.it: in Liguria i profughi sono 355, gli altri risultano clandestini
Un’eloquente immagine tratta dal sito infodifesa.it, in Liguria i profughi sono 355, gli altri risultano clandestini. Alessandro Piana (Lega Nord): a guadagnarci sono le cooperative

GENOVA. 12 GEN. In Liguria 355 profughi, gli altri immigrati richiedenti asilo risultano clandestini. E’ il dato diffuso oggi in Regione, dopo che il capogruppo del Carroccio Alessandro Piana stamane ha presentato un’interrogazione sulla rete dello Sprar, il Sistema pubblico di protezione per richiedenti asilo e rifugiati.

«Il lento ma progressivo processo di europeizzazione della crisi migratoria – ha spiegato Piana – è finalmente entrato nella sua fase operativa attraverso la ricollocazione di migranti forzati, giunti nel nostro Paese, verso altri Paesi dell’Unione Europea. Tale ricollocamento è iniziato il 9 ottobre 2015».

Secondo i dati ministeriali nel mese di febbraio 2015 sono state esaminate 3.301 richieste di asilo che hanno avuto il seguente esito: 276 rifugiati, 644 protezione sussidiaria, 711 protezione umanitaria, 1.609 dinieghi e 61 altri esiti.

 

«A fronte di circa 240mila immigrati clandestini arrivati in Italia nell’ultimo anno – ha aggiunto Piana – solo a 10mila è riconosciuto lo status di rifugiato. Oggi, in sede consiliare, l’assessore all’Immigrazione Sonia Viale ha risposto ad una mia interrogazione sullo Sprar  ed è emerso come attualmente in tutta la Liguria siano solo 355 i rifugiati. I numeri parlano chiaro e fanno capire come su tale questione noi della Lega Nord abbiamo sempre visto giusto. La discrepanza numerica è palese tra coloro a cui viene riconosciuto lo status di rifugiato e tutti gli altri. E’ evidente come la maggior parte  dell’immigrazione venga favorita per sfruttare le opportunità economiche che la situazione genera (vedi cooperative) e nulla abbia a che vedere con interventi prettamente umanitari».

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