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IN FURGONE DA MANTOVA A TUNISI MA PRIMA DI IMBARCARSI LA POLSTRADA PIZZICA DUE TUNISINI CON UN CARICO DI BICI E MOTO RUBATE. ARRESTATI

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Le bici scovate dalla Polstrada genovese sul furgone dei tunisini
Le bici scovate dalla Polstrada genovese sul furgone dei tunisini

GENOVA 10 AGO. Direzione Tunisia per le vacanze estive di due giovani tunisini con partenza in traghetto dal porto di Genova. Niente di strano se non fosse per quel furgone vecchiotto e un tantino sospetto dato il peso eccessivo che ne abbassava di molto gli ammortizzatori e il cassone dal contenuto voluminoso.

E’ bastato così un semplice controllo agli agenti della Polizia Stradale, che in questi giorni di massicci arrivi e partenze dallo scalo marittimo genovese scrutano i veicoli in uscita o in entrata ai varchi autostradali, soprattutto quello di Genova-Ovest,

per scoprire che al posto di oggetti personali, masserizie varie e regali per i parenti rimasti in Africa, i due tunisini provenienti da Mantova trasportavano un vero tesoro di refurtiva: ben otto biciclette nuove di zecca e cinque tra motoveicoli e scooters, due dei quali sono risultati subito rubati ad un primo screening al terminale: sottratti nei mesi scorsi proprio nel mantovano.


Così per i due tunisini, entrambi di circa vent’anni, il viaggio in patria è finito prima ancora di cominciare. I due giovani maghrebini sono stati arrestati dai poliziotti e accompagnati al carcere di Marassi con l’accusa di furto, ricettazione e riciclaggio.

Una volta notato l’ingombrante carico ammassato nel cassone del furgone, una pattuglia della Stradale ha intimato ai due africani di seguirli nel cortile della Caserma della Polstrada di Sampierdarena-San Benigno. Le targhe dei motoveicoli non mentivano: rubati. Tra le cinque motociclette anche una potente Honda CB 1000 di cilindrata che i due tunisini con “le mani lunghe” avevano accuratamente smontato e nascosto in tre grandi borsoni.

Colmo della scoperta è che il furto della maximoto è talmente recente che lo stesso proprietario non si era ancora accorto della sua sparizione e ha ricevuto la notizia che la sua moto fatta a pezzi stava “prendendo il mare” in direzione Tunisi, proprio da una telefonata della Polstrada di Sampierdarena.

Ora con i due maghrebini in vacanza finiti “al fresco” tra le mura della Case Rosse marassine, gli agenti stanno proseguendo le indagini per approfondire la provenienenza delle otto biciclette nuove e degli altri 4 motocicli rinvenuti nel furgone posto sotto sequestro.

Marcello Di Meglio

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