In aumento morosità alloggi popolari

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Genova: in aumento morosità per alloggi popolari
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Genova: in aumento morosità per alloggi popolari

GENOVA. 23 NOV. Stamane a Tursi le commissioni consiliari Bilancio e Welfare hanno affrontato il tema della gestione e riqualificazione degli edifici e appartamenti sfitti del patrimonio pubblico a Genova. Nell’introduzione Emanuela Fracassi, assessore alle Politiche Socio Sanitarie e della Casa, fa il punto sugli interventi eseguiti, su quelli in corso e su quelli in progettazione.

Secondo i dati aggiornati al 6 novembre scorso, su un totale di 1.226 alloggi sfitti da recuperare, di cui 837 di proprietà comunale e 389 in convenzione con privati, 710 interventi sono già stati attuati, 171 sono in corso, 30 si stanno progettando e 315 sono in programma. 1.211 alloggi, tutti di proprietà del Comune,  richiedono interventi di riqualificazione energetica. Si sta lavorando su 162 di questi, mentre i restanti interventi sono programmati e in attesa di progetto. Il totale degli alloggi interessati da questi lavori è 2463, di cui 2.048 di proprietà comunale e 389 in convenzione.

Paolo Gallo, dirigente di Arte, ha riferito all’aula sui principali problemi che l’azienda incontra nella sua gestione: «solo il 10% degli alloggi che si sfittano (mediamente uno al giorno) è in buone condizioni e può essere riaffittato subito. Questo crea un problema di disponibilità e di redditività. Sarebbe necessario un apposito fondo, per poter intervenire più rapidamente, insieme a un provvedimento legislativo che sveltisca le pratiche».Quanto al fenomeno delle occupazioni abusive, «a Genova è su base individuale, non è legato a gruppi organizzati».

 

Rispondendo alle domande dei commissari, Fracassi, lo stesso Gallo e Giovanni Spanu, anche lui di Arte, hanno illustrato più  nel dettaglio gli interventi eseguiti nell’edilizia pubblica e i problemi e le prospettive del settore.

Sulle ristrutturazioni, Spanu ha lamentato che le risorse per questa tipologia di intervento «sono gravemente insufficienti: i fondi sono ancora quelli attribuiti vent’anni fa, mentre il valore degli immobili, da allora, è raddoppiato. Per una corretta gestione, che comprenda i necessari lavori straordinari e, a rotazione, le ristrutturazioni, servirebbero 15-20 milioni all’anno. Invece, per mancanza di fondi, tanti appartamenti restano sfitti a lungo in attesa dei lavori. E di questi locali bisogna murare anche gli ingressi, perché non vengano occupati. Oltre a non essere disponibili per la loro funzione abitativa, gli appartamenti diventano più costosi per l’azienda.

Gallo ha reso noto che la morosità è in aumento: «con una crescita significativa dal 2007 in poi. Nel 2011 è stata introdotta una modifica delle modalità di rateizzazione (fino a 5 anni), in collaborazione stretta con i servizi sociali. Circa il 15% degli assegnatari, cioè circa 1.500 famiglie, è irregolare nei pagamenti. Si pone sempre più il problema di distinguere la morosità colpevole da quella incolpevole. È necessaria una collaborazione stretta con il servizio sociale».

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