Imperia: Giovanni Berio ci ha lasciato

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Il Maestro Ligustro
Il Maestro Ligustro

IMPERIA. 11 DIC. Proprio in questi ultimi anni, ed anche di recente, aveva avuto svariate benemerenze, premi e riconoscimenti per una carriera artistica ed una vita davvero prodigiosa. Giovanni Berio, 91 anni, ci ha lasciato questa mattina ad Imperia volando via con la levità delle sue variopinte e straordinarie farfalle. Il mese scorso era stato stato ricoverato in ospedale e poi trasferito alla clinica Sant’Anna per cure e riabilitazioni. E’ mancato improvvisamente questa mattina, proprio mentre era pronto per la seduta di riabilitazione in palestra. Il 19 dicembre avrebbe dovuto ricevere un ulteriore riconoscimento quale eccellenza ligure. Proprio quest’anno aveva deciso di donare alla Biblioteca del Comune di Imperia la sua preziosa collezione di oltre quattro mila legni incisi e di più di duemila libri d’ arte.

Artista di fama mondiale, autodidatta prodigioso, era conosciuto da tutti con lo pseudonimo di Ligustro. Considerato uno dei più noti artisti italiani al mondo, viveva e lavorava instancabilmente ad Imperia, dove era nato nel 1924. Dal 1986 si era dedicato esclusivamente allo studio e alla pratica della xilografia policroma giapponese e delle sue tecniche “Nishiki-E” in uso nel Periodo Edo, con la quale realizzava bellissimi esemplari stampati a mano con antichi metodi artigianali su preziose carte prodotte ancora oggi in Giappone.

“Il mondo dell’arte perde un grande maestro ed una grande anima-dice lo scrittore ed editor Armando D’Amaro- Ligustro era considerato il più grande incisore vivente di xilografie policrome secondo la tecnica giapponese. Le sue opere sono un tripudio di colori. La sua capacità più grande era quella di sapere trasmettere, con serenità e saggezza, una cultura antica così lontana da noi. Insomma è riuscito davvero a trovare un equilibrio ideale tra Oriente ed Occidente”. Ligustro era maestro nella tecnica Ukiyo-e, fiorita in Giappone dal 1600 al 1800, e recepita anche in occidente, specie a livello figurativo e iconografico dall’ impressionismo al liberty. In Giappone era una lavorazione collettiva che, dal disegno all’ incisione del legno e alla colorazione realizzava stupende stampe policrome. Ligustro l’ aveva riformata modificando tecnica e strumenti, trovato materiali nuovi. Era considerato dagli stessi giapponesi il massimo Maestro in questo particolare genere di stampa, in grado di realizzare opere con una gamma infinita di colori”.

 

Ligustro realizzava pochissime tirature delle sue opere, spesso solo quattro, che non vendeva e teneva per sé ed i suoi figli, essendo completamente disinteressato al denaro. “ Del resto- ci ha spiegato l’amatissimo figlio Francesco che lo piange- a quale prezzo avrebbe dovuto vendere opere tenendo conto dei mesi di lavoro che ciascuna di queste richiedeva. E’ stato un grande artista ed un grande uomo. I temi che più gli interessavano erano la luce, la vita, la felicità, l’amicizia, la famiglia e la sua armonia, l’educazione e la cultura, la natura e la bellezza femminile”.

Il patrimonio culturale ed artistico che Ligustro ha lasciato non andrà perduto. La famiglia Berio ed il grande e generoso maestro infatti, donandolo alla biblioteca civica imperiese, lo hanno messo a disposizione di studiosi e ricercatori e la sua arte non scomparirà, ma proseguirà grazie a due sue amate allieve: Stefania Semolini, in arte Edhèra e Nella Ponte, in arte Hellory, due artiste che l’hanno seguito in questi ultimi anni con passione ed imparato da lui alcune delle straordinarie tecniche xilografiche delle quali era Maestro impareggiabile.

Lascia i figli Annalisa, Francesco e Giuseppe, il genero Pierluigi, le nuore Luisa e Mounira, i nipoti, i pronipoti, i parenti e gli amici attoniti per la grande perdita. La nostra redazione si unisce al dolore della famiglia e degli amici per la perdita di una così grande persona.
CLAUDIO ALMANZI

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